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Le particelle inquinanti dell’atmosfera superano la barriera placentare e, con tutta probabilità, arrivano al feto. È il risultato, preoccupante, di uno studio condotto dall’ Hasselt University, in Belgio, e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communication

Si è svolto nella mattina del 18 settembre, presso la sala “Della Torre” della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, l’evento conclusivo del progetto “Genki - Che aria tira?” ideato da Legambiente Gorizia

Ambiente e salute: non due ambiti separati, ma anzi estremamente interconnessi. La connessione è ancora più evidente al giorno d'oggi in cui sono in aumento fenomeni come le ondate di calore, le calamità naturali, l'inquinamento atmosferico e anche le malattie trasmesse da vettori (ad esempio la febbre gialla, la Dengue, la Chikungunya, il West Nile virus).

Sono 10 le raccomandazioni che arrivano dai ricercatori dell’Università Cattolica e scaturite dal progetto d’Ateneo ANAPNOI che aveva come principale obiettivo l’individuazione di buone pratiche per minimizzare gli effetti dell’inquinamento atmosferico outdoor/indoor e del microclima su alcune patologie polmonari degli anziani, contribuendo nel contempo a prevenirne l’insorgenza.

Il rapporto sull'inquinamento dell'ONU parla di una vittima ogni 5 secondi, 800 morti l'ora.

La polvere microscopica generata dal consumo degli pneumatici, freni e asfalto e dal loro risollevamento, è responsabile dell’inquinamento da traffico automobilistico quanto l’emissione dei gas di scarico.

Città soffocate dallo smog, dove l’aria è irrespirabile sia d’inverno sia d’estate. Tra le principali fonti di emissione: il traffico, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole. È quanto emerge da Mal’aria 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in Italia che restituisce un quadro puntuale del 2018.

Ulteriori conferme sugli effetti benefici della dieta mediterranea sono arrivate dal recente congresso annuale dell’American Thoracic Society, che si è svolto a San Diego. Uno studio ha innanzitutto confermato la correlazione tra inquinamento, infiammazione e stress ossidativo.

L'Italia è maglia nera in Europa per l'incidenza dei tumori in età pediatrica ed a pesare è sempre più il fattore dell'inquinamento ambientale tanto che, secondo gli ultimi dati del ministero della Salute, nelle aree più contaminate del Paese si è registrato globalmente un incremento anche del 90% di patologie tumorali in soli 10 anni.

I bambini in passeggino sono maggiormente esposti all’aria inquinata, fino al 60% in più rispetto ai loro genitori o a chi li spinge. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato sulle pagine della rivista Enviroment International che evidenzia come l’aria respirata dai piccoli sia quella maggiormente contaminata.

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico nel suo ultimo rapporto dal titolo “Prospettive ambientali dell'OCSE all'orizzonte del 2050 “ha stimato che nell’Unione Europea l’inquinamento atmosferico, sia responsabile di circa 600.000 morti premature e dell’aumento della morbilità.

L'inquinamento può ''annebbiare'' le funzioni mentali, ha un impatto negativo sulle capacità cognitive che, peraltro, peggiora con l'età.