Si è spento ieri mattina a Roma l'immunologo Fernando Aiuti. Aiuti, 83 anni, si trovava ricoverato presso il reparto di Medicina Generale del Policlinico Gemelli per il trattamento di una grave cardiopatia ischemica da cui era da tempo affetto e che lo aveva già costretto ad altri ricoveri e a trattamenti anche invasivi.
 
Più recentemente, informa una nota del Policlinico presso il quale si trovava, il quadro cardiologico si era aggravato evolvendo verso un grave scompenso cardiaco, in trattamento polifarmacologico.
 
La morte - spiega sempre la nota dell'ospedale romano - è sopravvenuta per le complicanze immediate di un trauma da caduta dalla rampa delle scale adiacente il reparto di degenza. Da qui la decisione della Procura di Roma di aprire un'indagine per accertare i fatti. Non si esclude l'ipotesi del suicidio.
 
Aiuti era nato a Urbino nel 1935 e si era laureato in medicina  nel 1961 a Roma all'Università La Sapienza dove sarebbe diventato professore ordinario di Medicina Interna, Direttore e Docente della Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica, coordinatore del Dottorato di Ricerche in Scienze delle Terapie Immunologiche. Incarichi ricoperti fino al 2007.
 
A metà degli anni ’80 fondò l’Anlaids la prima associazione italiana ad occuparsi dell’Aids con iniziative di ricerca e sensibilizzazione.  
Attualmente era presidente del Comitato scientifico della Società di Medicina Diagnostica e Terapeutica.
 
Il suo volto conquistò le pagine di giornali e televisioni nel 1991 quando, durante un congresso presso la Fiera di Cagliari durante il quale si dibatteva la possibilità che l'AIDS si trasmettesse anche per via orale, Auti afferrò a un tratto la sieropositiva Rosaria Iardino e la baciò sulla bocca, in tal modo cercò di convincere la platea che il virus non poteva essere trasmesso attraverso la via orale. Un reporter fotografò la scena e l'immagine fece il giro del mondo.

"Tutti conoscono l’episodio del bacio perché è stato un momento pubblico che ha creato grande scalpore, ma è nella vita di tutti i giorni, lontano dai riflettori, che va ricercata la grandezza professionale e umana di Fernando. Fernando Aiuti, negli anni davvero difficili per i malati di hiv, si è speso per trovare ricovero a chi veniva ripudiato dalla famiglia, per sensibilizzare i chirurghi che si rifiutavano di compiere anche gli interventi più semplici sui sieropositivi, per fare il modo che chi moriva potesse trovare degna sepoltura visto che spesso anche gli impresari funebri si rifiutavano di occuparsi delle persone che sapevano aver contratto il virus" ha commentato Rosaria Iardino.

"La scienza oggi piange un grande uomo: la scomparsa dell'immunologo Fernando Aiuti, punto di riferimento mondiale per la lotta all'Aids, mi rattrista molto. Sono certa che il suo grande impegno vivrà attraverso il lavoro di @Anlaids", commenta su Twitter la ministra della Salute, Giulia Grillo.

Autore di 600 pubblicazioni delle quali 380 sono state effettuate in riviste internazionali recensite dalla Pub Med (National Library of Medicine) (http://www.ncbi.nlm.nih.gov vedi nella Pub Med: Aiuti F.).

E' stato Fondatore, Presidente e Presidente Onorario dell'Associazione Nazionale per la lotta contro I'AIDS (ANLAIDS).
 
E' stato nominato dal Presidente della Repubblica Italiana Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica nel 1992, la massima onorificenza che viene consegnata in Italia per meriti o per la carriera. 

Nel 2010 è stato nominato dal Ministro della Pubblica Istruzione e Ricerca Scientifica, su proposta del Senato Accademico dell'Università "Sapienza" di Roma, Professore Emerito a vita dell'Università "Sapienza" di Roma.

Redazione Respiro.News

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