Sul modello cinese, a far rispettare il divieto di uscire di casa arrivano i droni. Sorveglianti dal cielo, potrebbero aiutare a monitorare gli spostamenti di quella minoranza di italiani, poco meno del 5%, che proprio non ne vuole sapere di rispettare le regole.

Ricordiamo che secondo l’ultimo decreto del Governo, entrato in vigore il 22 marzo, si “fa divieto a tutte le persone fisiche” di “trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in Comune diverso da quello in cui si trovano”, salvo che “per comprovate esigenze lavorative”, di “assoluta urgenza” o per “motivi di salute”.

L’Ente dell’aviazione civile (Enac), l’autorità italiana che si occupa di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza dell’aviazione civile, ha dato il suo via libera all’impiego dei droni, mentre il Governo pensa ad un nuovo inasprimento delle sanzioni per chi trasgredisce al divieto: fino a 3mila euro di multa e la confisca del mezzo di trasporto.

L’impiego dei droni dovrà essere limitato da un apposito Regolamento dell’Enac. L’Ente ha infatti varato una disposizione che prevede deroghe al Regolamento sui droni per “le operazioni di monitoraggio degli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale”. E gli aerei senza pilota potranno essere usati anche “nelle aree prospicienti di tutti gli aeroporti civili”.

L’idea del Governo sulla modifica delle sanzioni sarebbe quella di inasprire l’ammenda ora prevista, introducendo una sanzione amministrativa, non penale, per chi non rispetta le limitazioni agli spostamenti. Si discute, secondo alcune fonti, di una multa che potrebbe essere intorno ai 3.000 euro e della confisca del mezzo su cui viaggia il trasgressore. Stando ai dati, infatti, al 22 marzo si sono registrati al 10mila denunciati che fanno salire a 96mila il numero totale delle denunce dall’11 marzo, su 2 milioni di persone controllate.

Infine, cambia nuovamente il modulo per l’autocertificazione, che indica ora anche il domicilio del dichiarante, oltre alla residenza, e recepisce gli ultimi divieti di movimento. L’indicazione è stata data con una circolare inviata dal capo della Polizia a prefetti e questori. Nel documento viene precisato chi è legittimato a spostarsi: ad esempio i pendolari e chi va alla stazione o all’aeroporto per “trasferire propri congiunti nella propria abitazione”.

Fonte: popsci.it

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