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Normalmente provoca soltanto infezioni asintomatiche o blande e, male che vada, sinusite e polmonite. Ma stando al recente studio Identification of Chlamydia pneumoniae and NLRP3 inflammasome activation in Alzheimer’s disease retina, pubblicato su Nature Communications, la Chlamydia Pneumoniae, oggi detta anche Chlamydophila Pneumoniae - batterio patogeno (nell’immagine, un particolare nel tessuto polmonare infetto) già ben noto in medicina - è fortemente indiziata di causare il morbo di Alzheimer. Il batterio si è infatti dimostrato in grado di innalzare pericolosamente gli indici infiammatori dell’organismo e di stimolare la produzione di beta-amiloide, la proteina che si accumula nel cervello delle persone con la patologia. La scoperta è frutto dello studio condotto di recente presso la Cedars-Sinai Health Sciences University di Los Angeles, California, e pubblicato sulla prestigiosa rivista USA Nature Communications. Stando ai ricercatori, il batterio sarebbe infatti in grado di sopravvivere per anni nell'occhio e nel cervello delle persone infettate, provocando un’infezione cronica in grado di aprire le porte al morbo di Alzheimer. L’importanza della scoperta? Nel fatto che una strategia precoce e mirata a base di antibiotici e antiinfiammatori potrebbe far cessare l’infezione, mettendo le persone colpite al riparo da guai peggiori.

Lo studio
Per giungere alle loro conclusioni, gli scienziati hanno preso in esame le retine di 104 persone suddivise tra soggetti sani, individui con leggero deterioramento cognitivo e malati di Alzheimer, utilizzando imaging avanzata, test genetici e studi proteici. Ebbene, tutti i soggetti del terzo gruppo avevano livelli di batterio ben più alti delle persone sane, sia nel cervello che nei tessuti retinici. E i danni cerebrali erano proporzionali al quantitativo di batterio presente nell’organismo.
Sperimentando su cellule nervose umane e topi con Alzheimer in laboratorio, gli studiosi hanno quindi confermato che l’infezione, oltre a far aumentare il tasso d’infiammazione e un deterioramento cognitivo, causa un aumento nella secrezione di beta-amiloide, proteina “tipica” del cervello dei pazienti Alzheimer.

Il morbo di Alzheimer
“Il morbo di Alzheimer (AD) è una malattia neurodegenerativa debilitante e la principale causa di demenza negli anziani, attualmente classificata come la settima causa di morte più comune al mondo scrivono gli scienziati USA nell’Introduzione all’articolo - Con oltre 55 milioni di persone colpite in tutto il mondo e previsioni che indicano un aumento dei casi di quasi tre volte entro il 2050, l'AD rappresenta una grave crisi sanitaria con profonde implicazioni sociali ed economiche”.

 

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