Uno studio recente, condotto presso la Cedars-Sinai Health Sciences University di Los Angeles e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Communications, apre le porte a una nuova interpretazione della malattia, ponendo sul banco degli imputati la Chlamydia pneumoniae, in grado di alzare pericolosamente gli indici di infiammazione dell’organismo
Usando questo sito si accetta l'utilizzo dei cookie per analisi statistiche e contenuti personalizzati.Accetto Privacy policy