Il programma si intitola Life habits for a longer life (“Stili di vita per una vita più lunga”), e lo studio, giusto per essere chiari da subito, Heated tobacco product aerosol emission compared to cigarette smoke (“L’aerosol da tabacco riscaldato a confronto col fumo di sigaretta”). A portare avanti entrambi i progetti, la Società Italiana di Scienze Mediche (SISMED), che nel 2025 ha concluso il secondo in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari "Rodolfo Paoletti" dell’Università degli Studi di Milano, e in particolare con l’Ordinario di Farmacologia Alberto Corsini, e l’Associato della stessa materia Stefano Bellosta.
I risultati? interessanti. Soprattutto nel gran caos di un marketing prepotente sulle forme alternative di assunzione del tabacco e di credenze, fake news e allarmi lanciati dai clinici sul tema.
Ma andiamo con ordine.
La ricerca, pubblicata come scoping review internazionale (ovvero come sintesi sistematica delle conoscenze e della letteratura esistente sull’argomento) “affronta – dicono al SISMED - un tema centrale nel dibattito di sanità pubblica: la reale portata della riduzione dell’esposizione a sostanze tossiche nei fumatori adulti che passano completamente dalle sigarette combustibili ai prodotti a tabacco riscaldato”.
Lo studio e i risultati
Lo studio ha analizzato in modo sistematico la letteratura scientifica disponibile dal 2017 all’ottobre 2024, selezionando studi preclinici e clinici che confrontavano la composizione dell’aerosol dei prodotti a tabacco riscaldato con il fumo di sigaretta tradizionale. Su oltre 1.100 articoli individuati, 43 lavori hanno soddisfatto i criteri di inclusione.
“I risultati mostrano una riduzione marcata dei principali composti tossici regolamentati nell’aerosol dei prodotti a tabacco riscaldato, con livelli inferiori fino al 95 per cento rispetto al fumo delle sigarette combustibili – dicono al SISMED - Sul piano tossicologico, l’aerosol degli HTP ha evidenziato attività mutagena, genotossica, pro-infiammatoria e carcinogenica ridotta dell’85–95 per cento nei modelli sperimentali analizzati. Particolare rilievo assumono i dati provenienti dagli studi clinici interventistici. Ventiquattro lavori hanno valutato fumatori adulti che hanno sostituito completamente le sigarette tradizionali con HTP per periodi variabili, da pochi minuti fino a 24 mesi. In 20 di questi studi è stata osservata una riduzione dal 40 al 97 per cento dei biomarcatori di esposizione a sostanze nocive, tra cui nitrosamine specifiche del tabacco, monossido di carbonio, composti organici volatili e metaboliti mutageni. Tali riduzioni risultano in larga parte indipendenti dai livelli sistemici di nicotina, che restano comparabili tra le diverse modalità di consumo. Quattro studi indipendenti non hanno invece rilevato miglioramenti significativi o hanno segnalato effetti avversi, a conferma di un quadro non univoco”.
In sostanza lo studio ha rilevato quanto i ricercatori si aspettavano in parte di trovare: ovvero che “le conclusioni della review si collocano in linea con le posizioni espresse da diverse autorità sanitarie internazionali: l’aerosol dei prodotti a tabacco riscaldato contiene sostanze cancerogene e mutagene, ma in concentrazioni sensibilmente inferiori rispetto al fumo di sigaretta. Questo dato suggerisce una possibile riduzione del rischio per i fumatori adulti che effettuano una sostituzione completa, senza consentire affermazioni definitive sugli effetti clinici a lungo termine”.






