Più di 10,5 milioni di italiani non vogliono avere figli o altri figli né nell'immediato né in futuro. All’origine della scelta, un terzo del campione cita motivi economici, il 9,4% condizioni lavorative inadeguate, e l’8,6% la mancanza di un partner. A dirlo uno studio dedicato alle Intenzioni di fecondità realizzato dall'Istat (Istituto Superiore di Statistica) e reso pubblico nei giorni scorsi.
In particolare, la metà delle donne pensa che l’arrivo di un figlio peggiori le opportunità di lavoro (un dato che supera il 65% tra le 18-24enni), a fronte del 59% degli uomini che non prospetta alcun effetto lavorativo su di sé dopo la paternità. E questo dato dovrebbe già di per sé far riflettere.
Cosa manca dunque per dare all’Italia l’impulso demografico sempre più carente? A dirlo a chiare lettere sono gli stessi intervistati: per incrementare la natalità, il 28,5% del campione indica come prioritarie misure di sostegno economico; seguono i servizi per l’infanzia (26,1%) e le agevolazioni abitative (23,1%). Problemi reali, tanto che secondo Istat meno della metà delle donne che desideravano un figlio nel 2016 l' ha poi avuto nei tre anni successivi.
La crisi demografica
Che l’Italia da alcuni decenni attraversi una profonda crisi demografica a causa di un costante calo delle nascite (la media è scesa a 1,18 figli per donna nel 2024, nel 2003 era pari a 1,29) è cosa nota. Sempre più spesso, infatti, i giovani scelgono di rimandare, o addirittura di rinunciare, al progetto di una famiglia con figli, tra incertezze economiche, precarietà lavorativa e nuovi stili di vita.
In un contesto in cui la maggior parte delle persone in età fertile utilizza metodi contraccettivi per il controllo delle nascite (lo fa il 65,1% delle donne tra i 15 e i 49 anni), le intenzioni riproduttive forniscono indicazioni importanti circa il potenziale di fecondità a breve e medio termine, e una loro analisi può contribuire a orientare eventuali politiche in materia di sostegno alla natalità.
I numeri delle intenzioni
Nel 2024 il 21,2% dei 18-49enni (pari a 4,5 milioni di persone, già genitori o meno), intendeva avere un figlio nei tre anni successivi l’intervista, dove “intende avere un figlio” fa riferimento sia alle persone che dichiarano di volerlo “certamente”, sia a coloro che lo vogliono solo “probabilmente”. Il dato risulta nettamente inferiore rispetto a quello osservato nel 2003, quando era pari al 25%. Al calo contribuisce certamente, nel corso di un ventennio, l’aumento della quota di 45-49enni (da 14,7% del 2003 a 19,9% del 2024), persone ormai prossime alla conclusione del periodo riproduttivo o che, nella maggior parte dei casi, hanno già realizzato i propri progetti di fecondità. Di contro, a non volere un figlio nei tre anni successivi è il 74,2% (71,2% nel 2003). La quota restante (4,7%) riguarda persone che non forniscono informazioni sulle loro intenzioni di fecondità.
Un terzo di coloro che non intendono avere figli entro tre anni, pari a 5,2 milioni di persone, affermano comunque di volerne dopo quell’orizzonte temporale (32,6%); si tratta di un valore più basso di oltre 3 punti percentuali rispetto a quello registrato nel 2003 (36,0%).
Nel 2024, la quota complessiva di uomini e di donne che mostrano intenzioni positive entro i tre anni sono del tutto analoghe; percentuali più elevate si osservano tra 25 e 34 anni (38,5%) e tra 35 e 44 anni (21,6%), fasi della vita in cui è più frequente pianificare la nascita dei figli o ricercare la dimensione familiare desiderata.
Tra chi ha già un figlio, circa un terzo degli uomini e poco più del 25% delle donne dicono di volerne un altro nei tre anni successivi all’intervista (rispettivamente 32,4% e 26,0%). Se non si hanno ancora figli, invece, la quota di quanti riferiscono di volerne entro tre anni scende decisamente per gli uomini (23,6%), mentre cresce per le donne (29,7%). Infine, se i figli avuti sono già almeno due, queste percentuali si riducono considerevolmente per entrambi i sessi (5,8% degli uomini e 4,2% delle donne).
I più giovani non rinunciano all’idea
Quasi il 90% dei 18-24enni non intende procreare entro tre anni. La grande maggioranza (81,8%), però, esprime il desiderio di avere comunque un figlio in futuro (3 milioni di persone).
In particolare, per i ragazzi la quota è pari all’87,2% (il 44,7% afferma di esserne certo), mentre per le ragazze il valore si ferma al 75,5% (il 37,3% dice di esserne certa). Su posizioni opposte si collocano i 45-49enni che non vogliono un figlio entro tre anni. Nel gruppo sono maggiormente presenti individui che hanno già realizzato il proprio progetto riproduttivo: il 95,0% non intende avere figli in futuro, e ancor più tra le donne (96,9%), ormai prossime alla conclusione del periodo fertile.
Poco meno di 5 milioni di persone - quasi il 60% di chi non ha avuto figli e non intende neanche averne nei tre anni successivi - vorrebbe averne in futuro. Sono, in particolare, gli uomini senza figli a vedersi padri nel lungo periodo (62,6% e un quarto manifesta intenzioni certe), mentre tra coloro che hanno già avuto uno o almeno due figli le percentuali di quanti non intendono averne altri sono molto elevate (rispettivamente, il 92,4% e il 97,0%).






