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Il Rapporto civico sulla salute 2025 di Cittadinanzattiva parla chiaro fin dalle prime righe: “I dati raccolti offrono uno sguardo diretto sulle difficoltà quotidiane, e restituiscono l'immagine di un SSN indebolito, sovente inadeguato a fronteggiare le richieste di salute. La crisi è alimentata da noti e crescenti fattori di pressione, tra cui:

  • Il sistematico depauperamento del personale sanitario per mancato turnover e difficoltà di reclutamento.
  • La drammatica debolezza dell'assistenza territoriale, pilastro mai pienamente realizzato.
  • L'invecchiamento demografico e l'incremento delle malattie croniche, che richiedono una rimodulazione dell'offerta.
  • L'acuirsi delle disuguaglianze regionali e la conseguente crescita del ricorso alla sanità privata, spesso per necessità imposta dai lunghi tempi di attesa.

Proprio la crisi delle liste d'attesa emerge come la manifestazione più dolorosa e sintomatica di questa fragilità, minando il diritto alla cura”.

Questi i principali punti deboli, dunque, evidenziati da un Rapporto che ha analizzato “le macroaree relative ad Accesso alle prestazioni, Prevenzione, Assistenza sanitaria territoriale” basandosi sull'elaborazione delle 16.854 segnalazioni gestite dalle sedi del Tribunale per i diritti del malato e dai Punti d’Intervento e Tutela (Pit) locali nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024.
Qualche dettaglio?  
L'83,6% del campione indica come criticità principale i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie: più del 55% dice di aver rinunciato almeno a una visita o a un esame nell’ultimo anno a causa della mancanza di posti nel SSN.
Riguardo alle segnalazioni esaminate, quasi la metà (47,8%) riguarda infatti la difficoltà di accesso alle prestazioni per le liste d'attesa infinite, che prevedono fino a 360 giorni per una TAC, fino a 720 per una colonscopia, e anche 500 giorni per una prima visita specialistica. Stando a dati Agenas, il 25% dei pazienti è costretto ad attendere anche 105 giorni – a fronte delle 72 ore previste - per una colonscopia urgente, mentre per una mammografia che in teoria prevede l’appuntamento entro due mesi l’attesa arriva a 147 giorni.  
Quanto all'applicazione della legge 107/2024 sulla riduzione delle liste di attesa, Cittadinanzattiva ha chiesto un rendiconto alle Regioni, ma solo otto di esse hanno fornito dati completi, contro cinque totalmente inadempienti alla richiesta e le restanti in grado di fornire solo indicazioni parziali.
“In questo contesto, la prospettiva di Cittadinanzattiva rimane immutata: monitorare lo stato del SSN e ribadire che il cittadino, in virtù dei principi costituzionali di partecipazione e sussidiarietà, è non solo soggetto finale, ma attore attivo e garanzia primaria dei propri diritti – dicono all’Organizzazione, che dal 1978 “promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza” - Il presente Rapporto si fa portatore della volontà di essere un soggetto fidato e competente nella gestione dei rapporti cittadino-Sanità, dove la risoluzione dei conflitti passa attraverso la consapevolezza dei ruoli e la condivisione delle informazioni”.
E Cittadinanzattiva mette sul tavolo anche qualche proposta concreta: dalla stesura di un Piano sanitario nazionale (assente dal 2008) al potenziamento dei servizi territoriali con garanzia di uniformità dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) su tutto il territorio nazionale, dagli investimenti sul personale e sulla prevenzione a quelli sul digitale. L’organizzazione spinge anche sull’ attuazione del DM77 sulle Case e gli ospedali di comunità, considerati nodi fondamentali per rafforzare l'assistenza di prossimità, e sulla piena applicazione della legge sulle liste d'attesa, con più trasparenza e procedure unificate a livello nazionale.

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