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L’allarme è chiaro fin dalle prime righe dell’abstract: il primo rapporto sulle malattie respiratorie croniche (CRD – Chronic Respiratory Diseases) nella Regione Europea dell'OMS – il titolo per esteso è “Chronic respiratory diseases and health equity by 2050: a spotlight on chronic obstructive pulmonary disease and asthma in the WHO European Region”  non lascia spazio a dubbi: sviluppato da OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed ERS (European Respiratory Society), il lavoro “evidenzia che, nonostante i progressi nella riduzione della mortalità da CRD, il loro carico e le relative disuguaglianze rimangono elevati. La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l'asma sono le malattie croniche ostruttive più diffuse, con quasi l'80% dei decessi causati dalla BPCO. Con l'invecchiamento della popolazione e le molteplici crisi intrecciate, si prevede che i casi di BPCO aumenteranno del 23% a livello globale entro il 2050, con le donne e coloro che vivono nei Paesi a basso e medio reddito più colpiti. La perdita di produttività regionale tra i 30 e i 74 anni dovuta alle BPCO è stimata in 20,7 miliardi di dollari. Nella regione sono evidenti le disparità, con un'alta prevalenza di CRD nella parte occidentale, ma alti tassi di ospedalizzazione e mortalità nella parte orientale”.
Un quadro preoccupante, di fronte al quale il rapporto “sottolinea la necessità di risposte integrate del sistema sanitario e di dare priorità alle risorse per affrontare queste disparità e far progredire le agende di sorveglianza, ricerca e innovazione sulla CRD”. Perché raccogliere dati e lanciare l’allarme va bene, ma quel che conta davvero è la call to action a Governi, Agenzie e Istituzioni responsabili dei sistemi sanitari nazionali perché prendano coscienza e agiscano di conseguenza. Possibilmente in tempi brevi.

Il parere degli esperti
“Nel 2025, anno della quarta riunione di alto livello dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili (NCD – Non Communicable Diseases), che si terrà a settembre, e della formulazione del nostro Programma europeo dell'OMS of Work 2.0 per il 2026-2030, l'urgenza di affrontare le CRD come una delle NCD prioritarie non è mai stata così grande” commenta Hans Henri P. Kluge, Regional Director, WHO Regional Office for Europe.  
Eccoci ai numeri: “Le malattie polmonari ostruttive croniche colpiscono oltre mezzo miliardo di persone a livello globale, e 81,7 milioni di persone nella sola Regione europea dell'OMS, contribuendo in modo significativo alla disabilità, alla morte prematura e alla perdita economica, stimata in circa 21 miliardi di dollari all'anno per la Regione – prosegue Kluge - L'onere è disomogeneo tra i Paesi della Regione e al loro interno, e le popolazioni vulnerabili sopportano il peso maggiore con un accesso limitato alle cure essenziali. L'entità della CRD è stata trascurata, con la malattia che ha ricevuto un'attenzione politica limitata e finanziamenti insufficienti negli ultimi decenni che porta a sottodiagnosi e diagnosi errate, a dati frammentati sul sito e a una ricerca limitata nella regione”.
Le soluzioni? Secondo l’esperto OMS ci sono. E stanno in una formula a tre voci: innanzitutto occorre  “rafforzare i sistemi sanitari” integrando la cura delle malattie respiratorie croniche “con servizi sanitari primari più forti collegati a cure specialistiche trasformate, assicurando finanziamenti sostenibili e garantendo un approccio lungo tutto l'arco della vita”; in secondo luogo serve “rafforzare la prevenzione e l'equità sanitaria: affrontare le cause alla radice - tabacco, inquinamento atmosferico, rischi professionali - dando priorità alle comunità meno servite e riducendo le disparità”; infine, è importante “promuovere la ricerca e l'innovazione: fissare obiettivi misurabili, investire in dati, scienza e collaborazione transfrontaliera per trovare soluzioni e colmare le lacune di conoscenza”.
Non esattamente la direzione in cui i Sistemi sanitari nazionali stanno andando, va detto. Ma Kluge è determinato: “Questo rapporto non è solo un documento, ma un invito all'azione. È una testimonianza del potere dell'innovazione, della solidarietà e dell'apprendimento condiviso nella nostra diversa Regione. Dal Regno Unito a ovest, al Portogallo a sud, a Finlandia a nord, all'Ungheria al centro, con la Georgia e il Kirghizistan a est e con le voci dei pazienti in tutta la Regione, i Paesi stanno affrontando la sfida delle CRD. Il presente rapporto presenta questi e altri casi nazionali come possibilità di ispirazione e opportunità di cambiamento. Ci mostra cosa è possibile fare con sforzi congiunti, con le persone al centro e con una visione chiara e coraggiosa. Lasciamo che questo rapporto ci ispiri tutti ad agire, ad adattarci e ad accelerare i progressi - in modo che entro il 2050 ogni persona, in ogni angolo della nostra Regione, possa respirare liberamente e vivere”.
A fargli eco, la Presidente ERS Silke Ryan: “Respirare è una delle funzioni essenziali della vita. Ogni giorno facciamo circa 22.000 respiri eppure, collettivamente, diamo poca importanza alla salute delle vie respiratorie. Nel mondo di oggi, in rapida evoluzione, dobbiamo affrontare sfide enormi. Le malattie croniche, che oggi sono la principale causa di morte a livello mondiale, rappresentano una grave crisi sanitaria globale. Essendo una delle principali NCD, le MRC sono spesso una causa sottovalutata di morte e disabilità che ostacola i progressi verso gli obiettivi delle Nazioni Unite in materia di NCD.
È allarmante notare che l'onere delle CRD colpisce le popolazioni in modo sproporzionato, con i gruppi a medio e basso reddito più colpiti. Abbiamo il potere di cambiare questa situazione; molti dei fattori di rischio che determinano il carico di malattia sono danni evitabili. Esistono interventi basati sull'evidenza ed economicamente vantaggiosi che possono affrontare le minacce e le disuguaglianze che sono così prevalenti. Per ottenere questo cambiamento, dobbiamo adottare approcci innovativi, collaborativi e strategici per costruire sistemi sanitari resilienti”.
Ancora, sull’importanza del report congiunto OMS-ERS: “Questo rapporto - il primo in assoluto nella regione europea dell'OMS - è un passo avanti fondamentale per accelerare i progressi – prosegue la Ryan - Sebbene i riflettori siano puntati sull'asma e sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva, esso ci fornisce un trampolino di lancio per affrontare l'intero spettro delle CRD. Vogliamo partire da questo, riunendo tutti i dati disponibili, delineando le lacune e le sfide, e condividendo strategie promettenti che possono essere adattate dai Paesi di tutta la Regione per affrontare la salute respiratoria nel suo complesso e per tendere a una vera equità”.

Alessandra Rozzi
Redazione Respiro News

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