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Non solo il titolo di un film celeberrimo, starring Robert Redford e Jane Fonda. “A piedi nudi nel parco” potrebbe diventare il leit-motiv di nuovi percorsi riabilitativi, e il barefooting (il camminare senza scarpe, appunto) una vera e innovativa “prescrizione di salute”. A testimoniarlo sono i dati emersi nell’ambito di Blue Vibes: connettersi con la natura, progetto attivo tra il luglio 2025 e il marzo 2027 promosso da ASD Sportification con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo per ampliare la rete territoriale del progetto One Health, in base alle ricerche condotte da SUISM (Struttura Universitaria Interdipartimentale per le Scienze Motorie dell’Università di Torino) e dall’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo. L’iniziativa, che mette in rete ospedali, università, enti locali, associazioni e parchi naturali, si basa sui due studi che ad oggi il principale corpus di evidenze italiane sul barefooting: il primo analizza gli effetti sul piano funzionale e psicofisico, il secondo si concentra invece su applicazioni cliniche e riabilitative in contesti naturali protetti.

Miglioramenti documentati in poche settimane
Il programma, coordinato da Anna Mulasso del SUISM – Università di Torino all’interno del Parco Fluviale Gesso e Stura, ha coinvolto 42 persone over 60 per otto settimane, due volte a settimana, in percorsi a piedi nudi. Le valutazioni – tramite test validati, sensori inerziali e questionari – hanno misurato equilibrio, mobilità, forza, fitness cardiorespiratorio, fragilità multidimensionale, ansia e benessere mentale. I dati evidenziano miglioramenti significativi già in poche settimane, con elevata adesione al programma, minimo drop-out e nessun evento avverso. “Un programma di esercizi a piedi nudi in un ambiente ricco di stimoli sensoriali produce miglioramenti misurabili nell’equilibrio, nella mobilità e nel benessere psicologico - spiega la Professoressa Mulasso - La natura amplifica l’efficacia del training, favorendo regolazione emotiva, percezione di calma e recupero delle risorse psicofisiche. Inoltre i questionari mostrano un incremento del benessere mentale (misurato con la Warwick-Edinburgh Mental Well-Being Scale), aumento della socialità e calo del tono d’umore negativo, confermando studi internazionali sul legame tra barefooting e riduzione di ansia e stress”.

Quando la riabilitazione esce dall’ospedale e incontra il parco
L’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, dal canto suo, ha presentato interventi riabilitativi condotti nel Parco Gesso e Stura in contesto deospedalizzato. Coordinati da fisiatri e reumatologi e realizzati da terapisti occupazionali, i percorsi hanno coinvolto pazienti con fibromialgia e altre condizioni croniche. Le valutazioni, effettuate con pedana baropodometrica portatile e sensori inerziali, mostrano miglioramenti già dopo 30 minuti di esercizi a piedi nudi, sia nella distribuzione dei carichi plantari sia nella propulsione del passo, con effetti duraturi fino a una settimana. Anche brevi cicli di attività all’aperto hanno migliorato postura, forza muscolare, respirazione e gestione dello stress. “Portare la riabilitazione fuori dalle mura ospedaliere significa accelerare i processi di recupero e restituire alle persone un senso di autonomia e benessere che l’ambiente naturale è in grado di potenziare - conferma Paulo Rachino, terapista occupazionale - La natura agisce come un laboratorio fisiologico a cielo aperto che stimola propriocezione, equilibrio e consapevolezza del corpo. I nostri dati lo dimostrano in modo chiaro”.

Un modello nazionale di salute pubblica basato sulla natura
I risultati indicano che la camminata a piedi nudi in natura, se condotta su percorsi strutturati, è una pratica scientificamente fondata, sostenibile e replicabile su larga scala nel sistema sanitario territoriale. I benefici si estendono anche a livello sociale, promuovendo coesione, inclusione e valorizzazione dei parchi come spazi terapeutici e di turismo responsabile.

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