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La proposta arriva da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, e si propone di ridurre drasticamente – com’è già accaduto in Francia e in Irlanda – il numero di fumatori, prevenendo così le patologie respiratorie – croniche o meno – che si confermano in continua crescita.
Come? Semplice: introducendo “una accisa fissa di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione”, come si legge sul sito web del Ministero della Giustizia, dov’è possibile firmare – accedendo mediante SPID, CIE o altri metodi certificati - la proposta di legge d’iniziativa popolare in merito. Occorre raggiungere 50.000 firme, da consegnare al Parlamento: al momento della stesura di questo articolo la campagna – online dal 20 gennaio - è a quota 15.177 firme, pari al 30% del totale richiesto.
“Il fumo di tabacco rappresenta una delle principali cause di malattia e mortalità prevenibile nel nostro Paese. Ogni anno in Italia si stimano circa 93.000 decessi attribuibili al tabagismo, con effetti rilevanti sull’incidenza di tumori, patologie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, e altre malattie – si legge sul sito web del Ministero stesso - L’impatto economico e sociale del fenomeno è di straordinaria entità: i costi complessivi derivanti dal consumo di tabacco e nicotina, tra spese sanitarie dirette, perdita di produttività e danni ambientali, superano i 26 miliardi di euro annui”.
Ma dove andranno i proventi dell’aumento proposto? La risposta ministeriale è la seguente: “La proposta prevede che il gettito derivante dall’accisa sia vincolato a finalità di pubblico interesse e, in particolare, al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”.

Per ulteriori dettagli sulla proposta di legge e sulla raccolta firme si può consultare questa pagina, sito web ufficiale della campagna “5 euro contro il fumo”, dove si legge: “In Italia il 24% degli adulti fuma regolarmente ed è preoccupante la diffusione tra i più giovani”. E poco oltre: “Già altri Paesi Europei hanno aumentato drasticamente il prezzo delle sigarette e hanno ottenuto ottimi risultati. In Francia, tra il 2017 e il 2025, il prezzo medio delle sigarette è aumentato da 7,05 a 13 euro. Il calo dei fumatori adulti è stato dal 27% al 18% tra la popolazione adulta. In Irlanda invece, tra il 2019 e il 2025, il prezzo delle sigarette è salito da 13 a oltre 15 euro e i fumatori adulti sono scesi dal 23% al 18%.
La richiesta è quindi aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato).
L’obiettivo primario è contrastare il tabagismo. Inoltre, questa iniziativa di sanità pubblica consentirà di recuperare nuove risorse per il Servizio Sanitario Nazionale”. 

 

Alessandra Rozzi
Redazione respiro News

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