Il Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST), che ha sede nell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione del Dipartimento Malattie Infettive (UO RCF) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), celebra 38 anni di attività. Un traguardo importante per un servizio – gratuito e con la totale garanzia dell’anonimato al numero verde 800 861 061 – che si affianca agli altri servizi a tema messi a disposizione dal Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS: il Modulo di contatto dedicato ai non udenti, il sito web uniticontrolaids.it con il relativo Canale YouTube, e la Banca dati nazionale dei Centri Diagnostico-clinici, dei Centri per le IST e dei Check point community based, costantemente aggiornata.
Al Telefono Verde, come a tutte le linee telefoniche dedicate dall’ISS a specifici problemi sanitari di cui Respiro News si è già occupato - è possibile chiedere informazioni e sottoporre domande, essendone anche indirizzati, in caso di necessità, ai più vicini Centri territoriali di riferimento in tema.
Allarme rosso ISS per i giovani
Contemporaneamente ai festeggiamenti, però, l’Istituto Superiore di Sanità lancia un S.O.S. destinato in particolar modo ai giovani, definiti “ancora troppo poco informati” e vittime di “errori e fake sulla prevenzione e sui metodi di trasmissione”.
“Sono in preoccupante aumento le infezioni sessualmente trasmesse (IST) in Europa, in particolare tra i giovani, che però nonostante siano i più esposti, in molti casi sono disinformati, tanto che al Servizio Nazionale Telefono Verde Aids e IST dell’ISS vengono ancora poste domande sulla possibilità di essere contagiati con un bacio o una puntura di zanzara. Lo evidenziano i dati di un’analisi condotta in occasione dei 38 anni di attività del Servizio” affermano gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità.
Ecco i dati, allarmanti: negli ultimi 10 anni, secondo i dati pubblicati di recente dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (ECDC), che lancia l’allarme proprio sulla fascia di età giovanile, il numero di casi di sifilide è infatti aumentato del 100%, mentre i casi di gonorrea sono cresciuti del 321%, e la clamidia fa registrare un incremento del 13%.
“Se le ragazze e i ragazzi sono più vulnerabili, in diversi casi sono anche poco informati, specie sulle modalità di trasmissione - sottolinea Anna Colucci, responsabile dell’UO RCF - Esprimono il timore che un bacio possa trasmettere l’infezione da HIV, o che zanzare e che gli insetti possano fare da veicolo, si interrogano sui rischi di aver condiviso una bibita o del cibo, o di aver frequentato un bagno pubblico. Per i giovani non è scontato disporre di un corretto bagaglio di conoscenza sulle reali modalità di trasmissione delle IST. Il Telefono Verde Aids e IST persegue l’obiettivo di aggiungere tasselli di conoscenza importanti in questa fascia di età, nonché consapevolezza sui comportamenti a rischio. A fronte dei tanti giovani che telefonano, vi sono ampie fasce di popolazione giovanile che non conoscono questa opportunità informativa offerta gratuitamente e in anonimato: la vera sfida è intercettarli”.
I numeri del Telefono Verde AIDS e IST
Non a caso dal giugno 2022 al giugno 2025, al Telefono Verde una chiamata su 10 è arrivata da under 25, con picchi in particolare nella fascia 20-24 anni. I quesiti posti sono stati quasi 10mila, relativi in quattro casi su 10 alle modalità di trasmissione dell’HIV e delle altre IST, e in tre casi su 10 all’accesso a esami diagnostici e alle strutture dedicate, presenti sul territorio.
Nei 38 anni di attività le chiamate arrivate al Telefono Verde sono state 846.767, e gli esperti hanno risposto a 2.374.496 quesiti. Nel 76,3% dei casi, a chiamare sono state persone di sesso maschile, con un’età media di 30 anni, un decremento progressivo delle telefonate pervenute da donne e under 25, e un incremento di persone over 49 anni.
Anche la politica si muove
“Le Infezioni Sessualmente Trasmesse rappresentano una sfida attuale e sottovalutata, che richiede un impegno concreto da parte delle Istituzioni”. Così, l’onorevole Gian Antonio Girelli, membro XII Commissione Affari Sociali della Camera e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla “Prevenzione e riduzione del Rischio”, intervenendo qualche giorno fa alla presentazione del Report “Infezioni Sessualmente Trasmesse: Barriere e soluzioni della diagnosi precoce”, frutto di un progetto coordinato da LS CUBE. “Serve una strategia nazionale che promuova l’accesso diffuso ai test – ha sottolineato Girelli - Campagne di informazione continue e servizi territoriali più vicini ai cittadini, soprattutto ai più giovani. Dobbiamo superare stigma e disinformazione, garantendo una prevenzione efficace e una diagnosi tempestiva. Questo significa rafforzare la collaborazione tra pubblico, privato sociale e mondo scientifico, per costruire una risposta davvero integrata e sostenibile”.
Il progetto ha previsto anche due sondaggi da cui emerge come, nonostante l'87% della popolazione conosca le IST e l'80% sia a conoscenza dell'esistenza dei test diagnostici, solo tre persone su 10 ne hanno effettivamente eseguito uno; tra coloro che non hanno mai fatto un test, quasi la metà (48,1%) non saprebbe nemmeno a quale struttura rivolgersi. Esistono strumenti all’avanguardia per diagnosi rapide ed efficienti, ma il 90% dei casi sono diagnosticati dopo l’infezione.






