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Tutti i numeri del diabete
Oggi, come ogni 14 novembre dal 1991, si celebra la Giornata Mondiale del Diabete, patologia che solo in Italia interessa lo 0.5% della popolazione sul fronte del diabete di tipo 1 (300.000 persone), cui si aggiunge il 6% della popolazione (4 milioni di persone, più 1,5 milioni in cui si stima che la patologia non sia ancora stata diagnosticata) per il diabete di tipo 2 (dati MinSal).
Non va meglio nel mondo: secondo l'OMS sono 1 milione 500mila i decessi attribuiti ogni anno al diabete; il 9% degli adulti soffrono di questa patologia; il 90% delle persone diabetiche sono affette da diabete di tipo 2. E stando a una review pubblicata su The Lancet nel 2023 e i dati riportati nell’ Atlante (IDF Diabetes Atlas 9th-10th Edition 2019-2021) della Federazione Internazionale del Diabete (IDF, International Diabetes Federation), nel 2050 i diabetici nel mondo arriveranno a 1,3 miliardi, un numero più che doppio rispetto all’attuale mezzo miliardo di persone che è affetta dalla malattia.
«Un tasso di crescita così rapido non è solo allarmante, ma anche impegnativo per tutti i sistemi sanitari del mondo, considerando che il diabete aumenta in modo significativo le probabilità di cardiopatia ischemica e ictus» commenta Liane Ong, dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) della Washington University. Tantopiù che la prevalenza del diabete in Nord Africa e Medio Oriente è pari al 16,8%, mentre l’incremento stima to del diabete in America Latina e nei Caraibi raggiunge l’11,3%, con tutti i problemi di diagnosi e cura connessi. 
E in occasione della Giornata, la sorveglianza PASSI dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblica i dati aggiornati sul diabete nella popolazione adulta: nel biennio 2022-23 poco meno del 5% dei 18-69enni ha riferito una diagnosi per questa malattia. La prevalenza di diabetici cresce con l’età, è più frequente fra gli uomini che fra le donne e nelle fasce di popolazione socioeconomicamente più svantaggiate. Nel tempo, si può osservare una riduzione, statisticamente significativa, della prevalenza di diabete riferito per la classe dei 50-69enni e un incremento, seppur contenuto, per le classi più giovani. Inoltre, solo il 43% riferisce di aver controllato l’emoglobina glicata nei 4 mesi precedenti l’intervista tra i diabetici che conoscono l’esame, dato in costante diminuzione.

Storia di una Giornata Mondiale
Ovvio che a fronte di dati così allarmanti le iniziative di sensibilizzazione e informazione si moltiplichino, in una Giornata (target prefissati: i cittadini e le Istituzioni) voluta nel 1991 dalla Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in risposta all’incidenza crescente della patologia. All’istituzione della Giornata, scelta perché coincidente con la data di nascita di Frederick G. Banting, che assieme al suo allievo Charles H. Best isolò l'insulina (allora chiamata isletina) nel 1921,  ha fatto seguito, il 20 dicembre 2006, l’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazione Unite della risoluzione 61/225: qui la Giornata Mondiale del Diabete viene sancita come Giornata ufficiale ONU, e si riconosce il diabete come “malattia cronica, invalidante e costosa che comporta gravi complicanze”.

Iniziative in tutto il mondo
Tra le tante iniziative in programma nei cinque continenti merita attenzione quella messa in campo da FAND - Associazione Italiana Diabetici ODV, che propone screening gratuiti e una grande campagna di sensibilizzazione in collaborazione con tutti i Comuni e le Scuole del Paese, promuovendo un’ampia rete di iniziative per contrastare questa malattia e sensibilizzare sui diritti delle persone che ci convivono.
"Il diabete è una delle grandi sfide sanitarie del nostro tempo, e in questo senso purtroppo il nostro Paese non è da meno – dichiara il Presidente Nazionale FAND Emilio Augusto Benini - Occorre superare pregiudizi, discriminazioni e stigma che colpiscono le persone con diabete nella vita sociale, scolastica, lavorativa e sportiva, garantire i diritti di queste persone, primo fra tutti il diritto alla salute, in modo equo su tutto il territorio nazionale, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni a tutti i livelli affinché questa sia una priorità dell’agenda politica".
Il programma di FAND per la Giornata Mondiale spazia dalla sensibilizzazione alla malattia attraverso i canali social all’illuminazione delle piazze di tutto il Paese, fino agli screening gratuiti. L’Associazione ha promosso una grande campagna digital con una serie di video informativi realizzati dai dirigenti nazionali e dai rappresentanti del suo comitato, diffusi attraverso i social. Ma per questa edizione della Giornata Mondiale del Diabete FAND ha voluto soprattutto coinvolgere le amministrazioni locali per raggiungere la popolazione in modo capillare: negli ultimi giorni l’Associazione ha infatti contattato tutti i 7.694 Comuni italiani con la richiesta di illuminare il monumento più rappresentativo della loro città, dedicando attenzione al tema attraverso le proprie pagine istituzionali. L’iniziativa, che non ha precedenti per capillarità, ha già ricevuto una grande adesione. I Comuni italiani sono stati inoltre coinvolti e sollecitati a supportare FAND nella divulgazione di un comunicato redatto da FANDDiabeteGiovani, il gruppo operativo dei giovani dell’associazione, a firma del Presidente del Comitato Tecnico Scientifico, Enzo Bonora, e di Emilio Augusto Benini.
Sempre in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, FAND ha inoltre inviato una comunicazione a tutte le 51.085 scuole pubbliche italiane per sensibilizzare sul tema del diabete, con particolare attenzione ai giovani. Alle scuole sono state fornite le informazioni di contatto delle associazioni regionali affiliate a Fand, importanti punti di riferimento sul territorio, ed è stato inoltre inviato un progetto che incoraggia le scuole a diffondere il messaggio tra gli studenti, insieme all’invito a diffondere questo messaggio il più possibile, anche attraverso i canali digitali, come gruppi whatsapp e social media.
Un’attività di sensibilizzazione capillare, quindi, che mira soprattutto a raggiungere l’opinione pubblica, e che si affianca alle molteplici attività locali delle organizzazioni associate a FAND come le iniziative di screening gratuiti della glicemia: tra queste, sempre il 14 novembre, a Ostia presso la sede di Arcadia Aps (in piazzale della Posta 1, a partire dalle 9.30) si svolge una conferenza stampa con un’iniziativa di misurazione glicemica. Nella sede della RAI di Torino, sempre il 14 novembre dalle 10.30, si svolge uno screening glicemico per i dipendenti. In contemporanea, sempre a partire dalle 10.30, nella stessa sede si tiene una conferenza-dibattito con funzionari RAI, vertici FAND, medici e nutrizionisti.

Piede diabetico, una patologia da non sottovalutare
Il quadro clinico più severo tra le conseguenze del diabete è rappresentato dal Piede Diabetico, cioè la formazione di lesioni cutanee che possono degenerare in ulcere e infezioni, esponendo la parte interessata persino alla necessità di amputare. Su questo fronte la medicina sta facendo passi da gigante, ma molto resta da fare, se è vero (dati Congresso Nazionale AISLeC 2024) che il 58% dei pazienti con ulcera diabetica inviati dai Medici di Medicina Generale agli specialisti – medici o infermieri – ha una lesione da oltre 52 giorni. E che la mortalità a 5 anni dei pazienti con lesione cutanea da piede diabetico oscilla tra il 33 e il 50%, dato che rende la malattia la 13^patologia globale riconosciuta dall’OMS e la 21^ nella classifica delle cause di morte.
Su questi temi AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni cutanee) è attivissima: ha creato una brochure e un podcast destinati a cittadini e caregiver, si occupa di formazione anche a distanza, sta mettendo a punto le linee guida sul piede diabetico in collaborazione con le principali società scientifiche diabetologiche e collabora proficuamente con diverse Associazioni pazienti.
Per saperne di più, cliccare QUI. Per il contributo in videointervista della Dott.ssa Katjia Speese, infermiere esperto in assistenza alla persona con diabete e specialista in piede diabetico all’Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto (APSS TN) cliccare invece QUI. 

Il diabete si combatte anche con l’igiene orale
Un fatto poco noto riguarda poi la parodontite, malattia della bocca che colpisce circa il 50% degli italiani, e che risulta in relazione diretta con l’aggravarsi di malattie metaboliche come il diabete di tipo 2. Diversi studi scientifici hanno evidenziato, infatti, una relazione bidirezionale tra parodontite e diabete 2, fortemente correlato agli stili di vita e ai comportamenti alimentari. La parodontite è un’infiammazione cronica che interessa le gengive e i tessuti di supporto dei denti, e risulta tre volte più comune nei pazienti diabetici rispetto a chi non soffre di questa patologia. Al contempo, una parodontite grave può aumentare fino al 53% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
E il rapporto tra le due patologie è bidirezionale: da un lato, infatti, il diabete contribuisce all’insorgere della parodontite, in quanto responsabile dell’aumento del livello di glucosio nel sangue e nella saliva che causano infiammazioni croniche in vari tessuti del corpo e favoriscono la proliferazione dei batteri responsabili dell’accumulo di placca sui denti. Ma al tempo stesso il diabete non controllato potrebbe portare all’aggravarsi della parodontite e alla nascita di problematiche per la salute della bocca, con possibili complicanze per la salute generale come malattie renali e cardiovascolari, per via dell’aumento dell’infiammazione. “Un’igiene orale domiciliare accurata è essenziale per prevenire le malattie della bocca, ma non basta – commenta infatti il Prof. Roberto Weinstein, Direttore Scientifico del Gruppo Denti e Salute, che nella sua sede di Buscate (Mi) sensibilizza i pazienti sui rischi legati alla parodontite - Per garantire una prevenzione efficace, è fondamentale sottoporsi a controlli regolari dal dentista e dall’igienista dentale, che possono indicare gli strumenti più adatti per la cura quotidiana del proprio sorriso. È inoltre importante adottare alcune abitudini salutari, tra cui lavare i denti almeno due volte al giorno, preferibilmente mezz’ora dopo i pasti, utilizzare filo interdentale e scovolino per una pulizia più approfondita, seguire una dieta equilibrata, limitando zuccheri e grassi saturi, praticare attività fisica regolarmente e smettere di fumare, dato che il fumo rappresenta un importante fattore della nascita e l’aggravarsi della parodontite”.


Alessandra Rozzi
Redazione Respiro News

 

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