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Come stanno cambiando le Associazioni pazienti in Italia? E come cambia il modo in cui – trasformandosi da organi di rappresentanza a partner istituzionali riconosciuti – incidono sulle politiche sanitarie, sulle terapie e sulla progettazione dei percorsi di cura? A tentare una risposta è il white paper firmato dal Centro Studi IQVIA Italia, intitolato "Le Patient Advocacy Groups in Italia: quadro normativo, evidenze empiriche e prospettive di evoluzione nel Sistema Salute", che documenta un'evoluzione in corso attraverso tre chiavi di lettura: un esame del quadro normativo, il ruolo istituzionale delle PAGs derivante da due studi del 2022 e del 2024, e il bisogno di collaborazioni più strutturate con Istituzioni e aziende farmaceutiche emerso dalla Survey Patient Voice 2026.
Una traiettoria che il mondo della salute respiratoria conosce da vicino. Non a caso, proprio mentre IQVIA fotografava questa evoluzione a livello nazionale, il Ministero della Salute istituiva – con decreto del Ministro Orazio Schillaci – il Tavolo tecnico sulla salute respiratoria, chiamato a supportare le strategie di prevenzione, diagnosi e presa in carico delle patologie respiratorie croniche. Al tavolo, accanto a Ministero, Regioni, AIPO-ITS/ETS e SIP/IRS, siede anche la Consulta della Pneumologia, la realtà che riunisce le Associazioni Pazienti e le Società Scientifiche impegnate sul fronte respiratorio: un esempio concreto di quel passaggio "dalla rappresentanza dei bisogni alla co-costruzione delle soluzioni" che il paper IQVIA individua come tratto distintivo delle PAGs più mature.

Il quadro normativo
Il paper definisce questo cambiamento come "il passaggio da un modello paternalistico, in cui il paziente era destinatario passivo delle cure, a un paradigma partecipativo, in cui le comunità organizzate di pazienti diventano interlocutrici riconosciute delle Istituzioni". Un cambio di marcia sostenuto da un quadro normativo perfezionatosi nel tempo: le Patient Advocacy Groups vedono il loro ruolo giustificato dalla Costituzione (artt. 2 e 32), su cui si sono innestate la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (legge 833/1978) e il d.lgs. 502/1992, che ha imposto alle Regioni di istituire forme di partecipazione delle organizzazioni civiche alla programmazione, al controllo e alla valutazione dei servizi sanitari. Ha contribuito anche il Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117/2017), che ha riconosciuto l'attività di advocacy tra quelle di interesse generale, legittimandone il coinvolgimento in rapporti collaborativi con la pubblica amministrazione.
Il ruolo attuale delle Associazioni pazienti, secondo il paper IQVIA, si declina in più direttrici: rappresentanza e advocacy istituzionale nei tavoli decisionali su terapie e servizi; promozione dell'empowerment dei pazienti; tutela giuridica attiva; partecipazione a processi di co-programmazione con gli enti del SSN; contributo ai processi regolatori attraverso la raccolta di Patient Reported
Outcomes (PROs) e Patient Reported Experience Measures (PREMs). Secondo lo studio "Patient Voice", condotto su 121 Associazioni Pazienti, il 33% dei sodalizi partecipa con continuità a tavoli decisionali a livello nazionale e il 59% a livello regionale.
Resta però un percorso ancora in fieri: per lungo tempo il quadro normativo non ha chiarito quali caratteristiche dovesse avere un sodalizio per potersi definire Associazione Pazienti. Una lacuna colmata solo dalla legge 207/2024 (legge di bilancio 2025), che istituisce il Registro Unico delle Associazioni della Salute (RUAS) e fissa i requisiti necessari: costituzione da almeno dieci anni, iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), adozione dell'approccio della Scheda 14 del Patto per la Salute 2019-2021, criteri di trasparenza e rendicontazione, rappresentanza attiva delle istanze di cittadini, pazienti e caregiver. Il RUAS, articolato per aree tematiche di patologia, costituisce oggi il canale ufficiale attraverso cui le PAGs iscritte potranno partecipare ai principali processi decisionali ministeriali e alle consultazioni della Commissione Scientifica ed Economica di AIFA. Due studi IQVIA condotti nel 2022 e nel 2024 mostrano però una marcata eterogeneità regionale nei modelli di coinvolgimento delle PAGs, distinguendo tre tipologie di contesto: Regioni con modelli strutturati e formalizzati di partecipazione, Regioni con modelli formalizzati ma a bassa operatività, e Regioni con coinvolgimento prevalentemente extra ordinario. Ne consegue che la rilevanza nazionale di un'associazione non coincide automaticamente con la sua incisività a livello regionale: "le Associazioni che risultano più efficaci sono quelle capaci di superare una funzione limitata alla rappresentanza dei bisogni per evolvere verso una partnership istituzionale, fondata su competenze, credibilità e capacità propositiva", scrive il paper.

Lo Studio Patient Voice 2026
A fotografare l'evoluzione delle Associazioni pazienti nel momento presente è la survey Patient Voice, condotta su 121 Associazioni attive in 10 aree terapeutiche, da cui emerge "un ecosistema associativo dinamico, che mantiene salda la vocazione di prossimità e, al contempo, guarda a un ruolo più ampio, fondato su dialogo istituzionale, networking qualificato e collaborazioni più mature con Istituzioni e industria farmaceutica". I dati raccolti evidenziano il ruolo centrale delle PAGs nell'informazione, formazione e divulgazione, con particolare attenzione alle attività educational per pazienti e caregiver, accanto all'impegno nella costruzione di network con Istituzioni, aziende e ospedali.
Sul fronte dei bisogni, la survey segnala la complessità delle esigenze dei pazienti – dal supporto psicologico e informativo all'accompagnamento nei percorsi di cura, dal benessere complessivo alla diagnosi precoce – e la necessità di un maggiore riconoscimento del ruolo del caregiver. Quanto alle collaborazioni istituzionali, l'attività di advocacy risulta più continuativa a livello regionale (59% di coinvolgimento ampio e continuativo) che a livello nazionale, dove solo il 33% delle PAGs dichiara di partecipare in modo regolare od occasionale a tavoli quali commissioni parlamentari o gruppi di lavoro ministeriali.
Per questo, sottolinea il paper, "l'evoluzione del ruolo delle PAG richiede oggi un salto di qualità nella modalità di interlocuzione con le Istituzioni": la partecipazione a tavoli e commissioni è un presupposto necessario ma non più sufficiente, ed emerge l'esigenza di modelli di confronto strutturati e continuativi, con figure dedicate al dialogo istituzionale. Non a caso, il 66% delle Associazioni indica come prioritario il rafforzamento delle competenze per il dialogo con le Istituzioni, e il 47% quello per le relazioni con ospedali, centri clinici e società scientifiche. Anche il rapporto con l'industria farmaceutica è destinato a crescere: l'80% delle PAGs auspica un aumento della collaborazione, a condizione di un maggiore coordinamento tra associazioni che ne rafforzi la rappresentatività.

Il modello della Consulta della Pneumologia
È proprio su questi due fronti – strutturazione del dialogo con le Istituzioni e coordinamento tra Associazioni – che il settore respiratorio offre un esempio concreto di quanto descritto da IQVIA. La Consulta della Pneumologia riunisce infatti in un unico soggetto le Associazioni Pazienti e le Società Scientifiche impegnate nella promozione della salute respiratoria, superando fin dalla propria natura la frammentazione che la survey Patient Voice indica come uno dei principali ostacoli a una voce comune. Il percorso che ha portato all'istituzione del Tavolo tecnico sulla salute respiratoria presso il Ministero della Salute – coordinato dalla Prof.ssa Paola Rogliani e composto, oltre che da Ministero, Regioni, AIPO-ITS/ETS e SIP/IRS, anche dalla Consulta in rappresentanza dei pazienti – nasce infatti da una "lunga azione sinergica" che ha avuto nel Libro Bianco della Pneumologia e nei Policy Paper RESPIRA i propri strumenti di lavoro: esattamente il tipo di contributo tecnico e propositivo che, secondo IQVIA, trasforma le associazioni da interlocutori occasionali in partner istituzionali stabili.
Anche le iniziative di engagement diretto verso pazienti e cittadini – dai webinar "che fanno bene" alle indagini della Consulta, fino alle campagne come "5 euro contro il fumo" – rispondono a quella domanda di informazione, formazione e divulgazione che la survey Patient Voice 2026 individua come attività prioritaria delle PAGs italiane, confermando come il settore respiratorio si muova in piena coerenza con la traiettoria evolutiva tracciata dal white paper.
Resta, anche qui, la sfida indicata da IQVIA: tradurre la legittimazione formale in meccanismi di partecipazione realmente efficaci e continuativi, così da consolidare quel passaggio dalla rappresentanza dei bisogni alla co-costruzione delle soluzioni che oggi definisce le Associazioni pazienti più mature, in ambito respiratorio come nel resto del Sistema Salute.

Fonti:
- Centro Studi IQVIA Italia, "Le Patient Advocacy Groups in Italia: quadro normativo, evidenze empiriche e prospettive di evoluzione nel Sistema Salute" (2026);
- www.consultapneumologia.it
- https://respiro.news/la-voce-della-consulta.html

Carlo Zerbino
Editore Sintex Servizi Srl

Alessandra Rozzi
Redazione RESPIRO NEWS

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