Apre oggi – per restare a disposizione del pubblico fino al 9 giugno 2025 – l’esposizione che insegna il potere salutistico dei colori attraverso le opere di 19 artisti realizzate nell’arco di tutto il Novecento. Curatori, due nomi noti della scena artistica contemporanea: Maurizio Cattelan e Sam Stourdzé. Prestigioso il luogo, Villa Medici (di cui Stourdzé è direttore), sede dell’Accademia di Francia.
Giallo limone, blu intenso, rosso vivo e arancione brillante: i colori come terapia. Ecco il programma vitaminico della nuova mostra “CHROMOTHERAPIA. La fotografia a colori che rende felici”, che ospita le opere di 19 artisti attivi nell’arco del XX secolo: Miles Aldridge, Erwin Blumenfeld, Guy Bourdin, Juno Calypso, Walter Chandoha, Harold Edgerton, Hassan Hajjaj, Hiro, Ouka Leele, Yevonde Middleton, Arnold Odermatt, Ruth Ossai, Martin Parr, Pierre e Gilles, Alex Prager, Adrienne Raquel, Sandy Skoglund, Toiletpaper e William Wegman.
La mostra ripercorre la storia della fotografia a colori lungo tutto il XX secolo attraverso lo sguardo dei protagonisti e un itinerario espositivo articolato in 7 sezioni, incaricato di trasportare lo spettatore in mondi vibranti e saturi dove il colore colpisce la retina e mette in gioco l’intelletto e le emozioni.
Raramente presa sul serio, la fotografia a colori ha in realtà permesso ai fotografi di mettere mano alla loro tavolozza per ridipingere il mondo. E tanti di loro, andando oltre i vincoli documentaristici del mezzo fotografico, hanno esplorato le comuni radici dell’immagine e dell’immaginario, flirtando con il pop, il surrealismo, il bling, il kitsch e con qualche tentazione barocca.
In realtà la conquista del colore, in fotografia, segue di poco l’invenzione del mezzo fotografico, con i primi esperimenti a scopo scientifico condotti già a metà del XIX secolo. Nel 1907 fu messo a punto il primo procedimento fotografico industriale a colori grazie all’autochrome, creato dai fratelli Lumière: questo segnerà l’inizio di un secolo di sperimentazione cromatica, con il colore che trascende il semplice strumento per trasformarsi via via in elemento narrativo essenziale.
In questo modo le innovazioni del quotidiano danno vita a immagini surreali o iperreali che permettono di reinventare i generi - dalla natura morta al ritratto – offrendo una visione gioiosa e colorata del mondo. Tra gli artisti in mostra, William Wegman (1943, Holyoke, USA) immortala con tenerezza i suoi cani, trasformandoli in icone artistiche; Juno Calypso (1989, Londra, UK) stravolge le convenzioni visive del cinema e della pubblicità per mettere in discussione le imposizioni che affliggono la femminilità; Arnold Odermatt (1925, Oberdorf – 2021, Stans, CH), fotografo poliziotto, documenta gli incidenti stradali in composizioni meticolose, dove la poesia si sostituisce al dramma; Walter Chandoha (1920, Bayonne – 2019, Annandale, USA), soprannominato "The Cat Photographer", fotografa gatti su sfondi saturi, trasformando i felini in autentiche icone fotografiche. Proseguendo tra gli autori in mostra, Ouka Leele (1957-2022, Madrid) utilizza toni vibranti per cogliere i corpi nel contesto della Movida, e Martin Parr (1952, Epsom, UK) punta l’obiettivo su vassoi di patatine fritte, suggerendo ironicamente la bulimia del mondo moderno. Negli anni 10 del Duemila, il magazine Toiletpaper, ideato da Maurizio Cattelan (1960, Padova, IT) e Pierpaolo Ferrari (1971, Milano) si nutre di questa storia sfavillante e cromatica. Che si tratti, in definitiva, di amplificare i dettagli di una scena quotidiana, di ridefinire i codici di bellezza delle riviste o di immortalare soggetti impegnati, la fotografia a colori offre una visione intensamente cromatica del mondo, rivelando un comune filo conduttore: la volontà di mostrare le cose in modo diverso, infondendo nelle immagini la vita e l’emozione che solo il colore può trasmettere.
(Nella foto: Maurizio Cattelan & Pierpaolo Ferrari, Toiletpaper. Courtesy of Toiletpaper” – particolare)






