La scoperta è importante: esiste un circuito immuno-neuro-ormonale che, attivandosi, riesce a regolare il livello di glucosio (ossia di zuccheri) nel sangue. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della Fondazione Champalimaud di Lisbona - Laboratorio di Immunofisiologia, che hanno pubblicato i risultati della ricerca su Science. Si è scoperto, in sostanza, che il sistema immunitario non si limita a fare da “sentinella” all’organismo contro nemici esterni, ma che è contemporaneamente l’attore di un dialogo tra organi che si attiva quando l’organismo è a digiuno o in movimento, il cui studio potrà portare a innovazioni rivoluzionarie nella cura delle patologie metaboliche e oncologiche.
Che il glucosio costituisca la “benzina” di muscoli e cervello è risaputo. Finora, però, si credeva che la regolazione dei suoi livelli nel sangue dipendesse esclusivamente da due ormoni secreti dal pancreas: l’insulina, in grado di ridurre il tasso di zuccheri in circolo, e il glucagone, capace di aumentarli. Invece qui, secondo la scoperta portoghese, entra in gioco anche il sistema immunitario. Perché le cellule immunitarie ILC2 giocano – nelle sperimentazioni condotte su modelli animali - un ruolo essenziale in questo processo: presi dei topolini non dotati di cellule ILC2, e quindi caratterizzati da una produzione insufficiente di glucagone e da un tasso di glucosio eccessivamente ridotto, sono state trapiantate loro le cellule mancanti, e il tasso di glucosio si è immediatamente normalizzato.
Altrettanto sorprendente è il processo che garantisce questo risultato: le ILC2 “abitano” normalmente nell’intestino, ma a quanto si apprende nei periodi di digiuno si spostano nel pancreas, dietro un impulso neuronale operato dal sistema nervoso. Arrivate a destinazione, le cellule immunitarie producono molecole chiamate citochine, che sollecitano il pancreas stesso a produrre glucagone, il quale a sua volta spinge il fegato a mettere in circolo glucosio.
In sostanza il sistema immunitario, allertato insieme al sistema ormonale e al sistema nervoso dallo stato di digiuno e/o dall’attività fisica in atto, arriva in soccorso dell’organismo, provocando un’efficace comunicazione tra organi e l’immediato riequilibrio dei livelli di zuccheri circolanti.
Che poi l’intero processo rappresenti – come ipotizzano i ricercatori portoghesi - l’eredità di un passato neanche troppo lontano in cui i nostri avi erano costretti a scendere a patti con frequenti periodi di fame e carestia, e con la conseguente necessità di proteggere l’organismo, al momento non è dato sapere, e solo ulteriori studi potranno chiarire l’origine del fenomeno.
Quel che è certo, invece, è che la scoperta portoghese apre le porte a nuove cure per patologie come diabete, obesità e cancro. Perché, se da un lato i tumori neuroendocrini pancreatici e i tumori epatici potrebbero sfruttare il glucagone per crescere, dall’altro il controllo della glicemia è ovviamente essenziale nel contenimento di due patologie diffusissime nel mondo occidentale: l’obesità e il diabete.
Resta da studiare – e sarà la prossima tappa per il gruppo di Lisbona – quali fattori tra stress, infiammazione e dismetabolismo possano influire sulla comunicazione tra sistemi e organi. “Su questo fronte di ricerca – dicono gli scienziati - siamo solo all’inizio”.
Sistema immunitario e glucosio nel sangue: un’abbinata perfetta
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