“RSV” è la sigla del virus respiratorio sinciziale, un virus molto comune che ogni anno, soprattutto durante l’inverno, causa raffreddori, bronchiti e, nei casi più gravi, polmoniti. Quasi tutti, da bambini, lo abbiamo incontrato: nella maggior parte delle persone si presenta come un semplice raffreddore che passa da solo in pochi giorni.
Il problema riguarda soprattutto due categorie di persone, agli estremi opposti dell'età: i bambini molto piccoli, nei primi mesi di vita, e gli anziani sopra ai 65-75 anni o con altre malattie croniche. In queste persone il virus può causare complicazioni serie, e portare fino al ricovero in ospedale.
Perché non è solo "un problema dei bambini"
Per molto tempo si è parlato di RSV soprattutto in relazione ai neonati, ed è corretto: il virus è la causa più frequente di bronchiolite nei primi due anni, e il principale motivo di ricovero nei primissimi mesi di vita. Di recente, però, si è scoperto che il virus colpisce duramente anche gli anziani, un aspetto per lungo tempo passato inosservato, perché in un adulto con bronchite o scompenso cardiaco che peggiora, raramente si va a cercare la causa virale specifica.
Quando si è iniziato a misurare il fenomeno con attenzione, i numeri sono invece emersi in tutta la loro importanza: in Italia, tra gli over 60, si stimano circa 290.000 casi l'anno, con 26.000 ricoveri e 1.800 decessi. Un dato che sorprende molti: il rischio di morire a causa di un'infezione da RSV è più alto in una persona anziana che in un neonato. Eppure, è del neonato che – comprensibilmente - ci si preoccupa di più.
Chi corre dunque più rischi? Il rischio di forme gravi aumenta certamente con l'età, ma non riguarda solo l'anagrafica del paziente. Sono più esposte le persone con:
- malattie respiratorie croniche come bronchite cronica, enfisema o asma;
- malattie cardiache come scompenso cardiaco;
- diabete;
- sistema immunitario indebolito per una malattia o una terapia in corso;
- malattie croniche renali o epatiche;
- abitudine al fumo.
Chi rientra in una di queste categorie, o ha più di 60 anni, dovrebbe parlare del VRS con il proprio medico per valutare se, quando e come proteggersi.
Come ci si può proteggere
Oggi, a differenza di quanto accadeva fino a pochi anni fa, esistono strumenti concreti ed efficaci per prevenire le forme gravi di RSV, sia negli adulti sia nei più piccoli. È importante distinguere due strategie diverse, spesso confuse tra loro.
- Per gli adulti e le persone anziane: il vaccino
Per gli adulti sono disponibili in Italia vaccini specifici contro l'RSV, approvati dalle autorità sanitarie europee. Come tutti i vaccini, funzionano "allenando" il sistema immunitario a riconoscere il virus e a difendersi in modo più efficace in caso di incontro ravvicinato con esso. La vaccinazione consiste in una singola dose, che offre protezione per almeno una stagione, e in alcuni casi anche per due o tre stagioni successive.
Esistono più vaccini approvati, con tecnologie leggermente diverse tra loro (alcuni a base di proteine del virus, altri con la tecnologia a mRNA, la stessa usata per alcuni vaccini anti-COVID19). Dal punto di vista pratico, per il cittadino, la differenza principale non sta nella tecnologia, ma nella fascia d'età e nelle condizioni di salute per cui ciascun prodotto è indicato: la scelta del vaccino più adatto va infatti effettuata insieme al proprio medico o al farmacista.
Gli studi disponibili mostrano un'efficacia molto alta: nel prevenire le infezioni gravi delle basse vie respiratorie negli over 60, l'efficacia osservata nei principali studi clinici varia tra il 65% e l'83% circa, e sale ulteriormente, fino superare il 90%, tra le persone che hanno già una malattia cronica. I dati raccolti "sul campo", dopo l'introduzione dei vaccini, confermano questi risultati: negli Stati Uniti, ad esempio, i ricoveri ospedalieri legati a RSV si sono ridotti dell'80% circa tra le persone vaccinate. - Per i neonati: un anticorpo protettivo, non un vaccino
Per i bambini molto piccoli lo strumento principale non è un vaccino ma un anticorpo protettivo, chiamato anticorpo monoclonale, che funziona in modo diverso: invece di stimolare il sistema immunitario del bambino a produrre da solo le difese, fornisce direttamente anticorpi già pronti all'uso. Il vantaggio è una protezione immediata fin dai primi giorni di vita, con una sola iniezione che copre l'intera stagione a rischio (da ottobre a marzo circa).
In alternativa, o in aggiunta, esiste la possibilità di vaccinare la futura madre in gravidanza, tra la 32ª e la 36ª settimana: gli anticorpi prodotti dalla madre passano così al bambino attraverso la placenta e lo proteggono nei primi mesi di vita. È, in un certo senso, una protezione che parte da un'unica scelta e arriva a due persone contemporaneamente.
Chi dovrebbe pensare alla prevenzione e perché?
Ecco uno schema sintetico, diviso per categorie, delle persone "candidabili" alla vaccinazione anti RSV e dei motivi che giustificano il ricorso al vaccino:
- Persone sopra i 75 anni: l'età comporta un rischio più alto di complicanze respiratorie gravi;
- Persone tra 60 e 75 anni con malattia cronica: chi soffre di BPCO, asma, insufficienza cardiaca, diabete o altre patologie croniche corre un rischio maggiore;
- Ospiti di case di riposo e strutture per anziani: il rischio di contagio e di complicanze è più alto nella vita in comunità;
- Donne in gravidanza (32ª-36ª settimana): proteggendo la madre si protegge anche il bambino nei primi mesi di vita;
- Neonati e lattanti: sono la fascia più esposta a bronchioliti e ricoveri nei primi mesi di vita.
N.B. Le indicazioni precise possono variare: il consiglio è sempre di parlarne con il proprio medico di famiglia, il pediatra o il ginecologo.
Il vaccino è sicuro?
Sì. I vaccini contro l'RSV sono stati approvati dopo studi clinici condotti su decine di migliaia di persone, e sono ora monitorati anche attraverso i sistemi di sorveglianza post-commercializzazione sia in Europa sia negli Stati Uniti. Gli effetti indesiderati più comuni sono simili a quelli di altri vaccini dell'adulto: dolore nel punto dell'iniezione, stanchezza, mal di testa o febbre lieve nei giorni successivi. Le reazioni gravi sono estremamente rare.
Anche l'anticorpo protettivo per i neonati ha un profilo di sicurezza favorevole, confermato sia dagli studi registrativi sia dall'esperienza ormai diffusa in molti Paesi, Italia compresa.
La situazione in Italia, in breve
Per i neonati la protezione è oggi offerta gratuitamente a tutti i nuovi nati, direttamente in ospedale al momento della nascita o, per chi è nato prima dell'avvio della campagna stagionale, tramite il pediatra di famiglia o i centri vaccinali. È un risultato importante, raggiunto negli ultimi due anni, e i primi dati regionali mostrano riduzioni dei ricoveri per bronchiolite anche superiori al 70%.
Per gli adulti la situazione è diversa: al momento il vaccino non è incluso tra le vaccinazioni offerte gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, e chi desidera vaccinarsi deve acquistare il prodotto di tasca propria in farmacia, dietro prescrizione o consiglio del medico. Diversi Paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito) e gli Stati Uniti hanno invece già inserito la vaccinazione degli anziani in un programma pubblico strutturato. In Italia sono in corso valutazioni e discussioni, anche in Parlamento, per arrivare a un'estensione simile nei prossimi anni, ma per ora il vaccino anti-RSV non è ancora disponibile su tutto il territorio nazionale in modo gratuito.
Cosa fare, in pratica
- Se hai più di 60 anni, oppure soffri di una malattia cronica (cuore, polmoni, diabete, sistema immunitario indebolito), parlane con il tuo medico di famiglia per capire se la vaccinazione anti-RSV è indicata per te.
- Se sei in gravidanza, chiedi al tuo ginecologo informazioni sulla vaccinazione materna e sui tempi corretti di somministrazione.
- Se hai un neonato o stai per averne uno, informati presso il punto nascita o il pediatra sulla protezione gratuita disponibile per il tuo bambino.
In ogni caso, il consiglio è il medesimo per tutte le vaccinazioni: la scelta va sempre discussa con un professionista sanitario, che può valutare la situazione personale in modo più preciso di qualsiasi guida generale.
Questo testo ha finalità puramente informativa e non sostituisce il parere di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria situazione personale, rivolgersi al proprio medico curante, pediatra o farmacista di fiducia.
Carlo Zerbino
Editore Sintex Servizi S.r.l.






