Uno studio presentato al Symposium sulla Medicina dei Sistemi sostiene che un particolare tipo di neurotrofine permette al cuore di “autoripararsi”, e di rallentare il processo di invecchiamento. Il muscolo cardiaco avrebbe infatti un suo “cervello” interno, formato da 50-70.000 neuroni, in grado di interagire con l’encefalo.
Sono stati pubblicati sulla rivista Europace, organo ufficiale della European Society of Cardiology e della European Heart Rhythm Association, i risultati del “Progetto FAI: la Fibrillazione Atriale in Italia”, finanziato dal Centro per il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute e coordinato dalla Regione Toscana.
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