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Newsweek – rivista generalista americana da 7 milioni di copie settimanali, ci si è messa d’impegno: ha esaminato 2.500 ospedali distribuiti in tutto il mondo, e ne ha ricavato – come fa da otto anni a questa parte – la classifica dei “Migliori ospedali del mondo 2026”: 250 in tutto, i primi cinque all’80% di stanza nel Nord America, con 12 nosocomi italiani inseriti nella prestigiosa lista.
Quali? È presto detto: il Policlinico Universitario Gemelli di Roma (in classifica in 33^ posizione) batte tutti; a seguite, l'Istituto Clinico Humanitas (51° posto), seguito dall'Ospedale San Raffaele di Milano (57°, sul terzo gradino del podio italiano). Ancora: seguono – al 76° posto della classifica mondiale - il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, quindi l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (posizione 104), l'Azienda Ospedaliera di Padova (127), l'Ospedale San Matteo di Pavia (134). Infine, l'Azienda ospedaliera di Verona-Ospedale Borgo Trento (142^ posizione), l'Azienda ospedaliera Careggi di Firenze (192° posto), il Policlinico di Modena (198°), l'Azienda ospedaliera Sant’Andrea di Roma (203^ in classifica), e infine l'Ospedale Le Molinette di Torno, 221° su 250 ammessi alla lista delle elìte ospedaliere planetarie. )
Fin qui l’Italia. Ma chi guida la classifica mondiale delle strutture dove diagnosi e terapie si configurano come le migliori di tutto il pianeta? Primo e terzo sono americani. La medagli d’oro va alla Mayo Clinic-Rochester di Rochester, Minnesota; segue, al secondo posto, il canadese Toronto General-University Health Network; sul terzo gradino del podio la Cleveland Clinic di Cleveland, Ohio, seguito dalla prima presenza europea: il Karolinska Universitetssjukhuset di Stoccolma, in Svezia, che si colloca al quarto posto. Chiude l’elenco dei magnifici cinque un altro ospedale USA: il Massachusetts General Hospital di Boston.

La classifica
La classifica dei World’s Best Hospitals ha tenuto in considerazione i nosocomi di 32 Paesi, scelti in base a fattori come aspettativa di vita, dimensione della popolazione, numero di ospedali e disponibilità di dati. Per la quarta volta su otto edizioni, gli ospedali sono stati intervistati in base alle Patient-Reported Outcome Measures (PROMs), questionari standardizzati compilati dai pazienti per misurare il loro benessere. Quattro i parametri su cui la graduatoria è stata costruita:

  • Metriche di qualità ospedaliera (40%): indicatori pubblici su qualità delle cure, igiene e rapporto pazienti/personale;
  • Raccomandazioni dei sanitari (35%): più di 10.000 medici, manager e professionisti sanitari hanno recensito nosocomi del proprio o di altri Paesi;
  • Parere dei pazienti (18,5%): in base a indagini pubbliche condotte da assicurazioni o dagli stessi ospedali;
  • PROMs (6,5%) –Questionari standardizzati dai pazienti, con punteggi basati su implementazione e auditing.

Il paragone tra le strutture sanitarie collocate in diversi Paesi non è però attendibile al 100%, dato che ogni Nazione classifica in modo diverso il gradimento dei pazienti.

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