Lo smog rende la mente “fumosa” e crea una “foschia cognitiva” che può seriamente compromettere lo svolgimento delle attività quotidiane. A lanciare l’allarme sulle implicazioni cerebrali dell'inquinamento atmosferico è uno studio delle Università di Birmingham e Manchester pubblicato su Nature Communications - Acute particulate matter exposure diminishes executive cognitive functioning after four hours regardless of inhalation pathway - che mostra come l'esposizione a breve termine all'inquinamento atmosferico da particolato fine influisca anche sull’interpretazione corretta delle emozioni e sulla concentrazione di fronte allo svolgimento di un compito, complicando lo svolgimento delle attività quotidiane più semplici, tra cui svolgere commissioni o fare la spesa.
Gli scienziati hanno scoperto che anche una breve esposizione ad alte concentrazioni di polveri sottili può compromettere la capacità di concentrarsi e di evitare distrazioni, e sul modo di gestire le relazioni sociali.
In pratica i partecipanti allo studio sono stati esposti – consensualmente - a livelli elevati di inquinamento atmosferico, utilizzando il fumo di una candela, o in alternativa ad aria pulita. Le capacità cognitive del campione sono poi state valutate prima e quattro ore dopo l'esposizione, misurando la memoria di lavoro, l'attenzione selettiva, il riconoscimento delle emozioni, la velocità psicomotoria e l'attenzione sostenuta. I risultati? L'attenzione selettiva e il riconoscimento delle emozioni sono stati influenzati negativamente, indipendentemente dal fatto che i soggetti respirassero normalmente o solo attraverso la bocca.
Secondo gli autori la causa del deficit potrebbe stare nell’infiammazione causata dall'inquinamento, che influisce sull’attenzione selettiva e sul riconoscimento delle emozioni ma non sulla memoria di lavoro. Ciò indica che alcune funzioni cerebrali sono più resilienti all'esposizione all'inquinamento a breve termine. La scarsa qualità dell'aria, insomma, può penalizzare sviluppo intellettuale e produttività dei lavoratori, con ovvie conseguenze sociali e un impatto sulla crescita economica.
Il funzionamento cognitivo comprende diversi processi mentali cruciali per le attività quotidiane. L'attenzione selettiva aiuta a prendere decisioni e orienta i comportamenti agli obiettivi; la memoria di lavoro conservare informazioni ed è funzionale ad attività simultanee. La cognizione socioemotiva orienta i comportamenti sociali, e i diversi processi interagiscono l’uno con l’altro .
Secondo gli autori ora occorrerà capire quali siano le modalità d’azione dell’inquinamento sulle funzioni cognitive, soprattutto nei bambini e negli anziani.
L'inquinamento atmosferico – e soprattutto le Pm 2.5 - è il principale fattore di rischio ambientale per la salute umana. Gli impatti negativi della scarsa qualità dell'aria sui sistemi cardiovascolare e respiratorio sono ampiamente riconosciuti, con collegamenti a condizioni neurodegenerative come la sclerosi multipla, il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson. “Una crescente letteratura suggerisce una relazione tra l'esposizione per tutta la vita a un'aria di bassa qualità e l'alterazione dello sviluppo neurologico con malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e le malattie neuropsicologiche – si legge nello studio - Criticamente queste malattie sono caratterizzate da un declino delle funzioni cognitive a causa della morte dei neuroni corticali”.
L’inquinamento dell’aria ‘affumica’ anche la mente
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