Lo studio è firmato AstraRicerche, che l’ha condotto per conto del Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Obesità, in calendario il 4 marzo prossimo. E testimonia che - in un Paese dove l’obesità è una patologia riconosciuta per legge (primato mondiale) - anche gli italiani si dimostrano preparati e con le idee chiare: tre su quattro riconoscono obesità e sovrappeso come gravi rischi per la salute, e la maggioranza della popolazione è consapevole delle cause e dei principali strumenti di prevenzione.
Eppure, esiste un evidente divario tra consapevolezza generale e percezione di sé di fronte alla bilancia: sebbene l’8,9% degli intervistati risulti infatti clinicamente obeso (in base al BMI - Indice di Massa Corporea, dall’inglese Body Mass Index), solo il 2,7% si definisce tale. E l’indagine, condotta su un campione di oltre 1.000 connazionali di età compresa tra i 18 e i 70 anni), pone l’accento sull’importanza di saper riconoscere questa patologia, promuovendo un corretto stile di vita.
“L’obesità - spiega il gastroenterologo Luca Piretta, nutrizionista e professore di Allergie e intolleranze alimentari presso l’Università Campus Bio Medico di Roma - è una patologia cronica che richiede un approccio multidimensionale. Non basta guardare a fattori metabolici, genetici e psicologici. Sono determinanti anche le scelte alimentari sane ed uno stile di vita attivo. In questo contesto i dolcificanti possono essere un valido aiuto non solo per ridurre l’intake giornaliero di zuccheri e l’apporto calorico, ma anche per soddisfare il desiderio di dolce senza alterare i livelli di glucosio nel sangue”.
Obesità, una pandemia silenziosa
Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025, negli ultimi decenni l’obesità si è trasformata da problema individuale a emergenza sanitaria globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce una pandemia non trasmissibile, che interessa oltre 1 miliardo di persone nel mondo. Anche in Italia il trend è in costante crescita: nel nostro Paese oggi l’obesità colpisce il 12% della popolazione adulta, pari a oltre 6 milioni di individui, mentre il 47% degli adulti italiani risulta in eccesso di peso. Rispetto al 2003, il numero di persone con obesità è aumentato del 38%, con una crescita particolarmente marcata tra i giovani adulti. Malgrado ciò, lo studio AstraRicerche evidenzia una distorsione della percezione individuale.
I più negazionisti? Gli uomini della Gen Z e i boomer
A sottostimare il proprio peso è il 17,7% degli intervistati, con picchi tra gli uomini (26%, in particolare Gen X e Baby Boomers) e tra chi risulta obeso secondo il BMI (ben 73%). Al contrario, la sovrastima del proprio peso è un fenomeno che riguarda più le donne (17% contro una media del 9,9%) e chi risulta sottopeso secondo il BMI (72%). In generale, quando parliamo di obesità, gli italiani la identificano correttamente come una condizione multifattoriale: tra le principali cause vengono annoverate la sedentarietà (citata dal 66,6% del campione), un’alimentazione ipercalorica (56,4%) e l’eccesso di zuccheri (55,9%) e grassi (52,6%). Accanto a questi emergono anche i fattori ormonali (48,8%), lo stress (38,5%, in particolare donne e giovani delle Gen Z e Millennials) e la predisposizione genetica (35,8%). Gli aspetti psicologici (26,1%, che salgono però a 37% tra le Gen Z e a 48% tra le donne della Gen Z) e i problemi del sonno (19,7%) sono anch’essi presenti, ma in misura minore.
La ricetta degli italiani contro obesità e sovrappeso
Per contrastare il problema, la ricetta degli italiani resta lo stile di vita: mangiare sano (63%), muoversi di più (62,8%) e svolgere attività fisica regolare (62,2%) sono le strategie indicate da più di sei italiani su 10. Secondo l’indagine di AstraRicerche, gli edulcoranti sono utilizzati da oltre un terzo degli italiani (36,6%, specie tra la Gen Z e i Millennials), ed entrano nella routine non come soluzione occasionale, ma come sostituto abituale dello zucchero.
- Perché si usano. Le motivazioni sono fortemente legate alla salute: limitazione dell’assunzione di calorie (45,6%, soprattutto per le donne), gestione del peso (41,4%, uomini e giovani) e gestione del diabete (32,6%).
- Cosa si sceglie. La stevia emerge come scelta principale (44,9%, in particolare donne), seguita da aspartame (23%, scelto soprattutto dagli uomini e dai Baby Boomers) e saccarina (17,9%). L'eritritolo guadagna terreno tra i più giovani (17,1%, GenZ e Millennials).
- Come si usano. L’uso degli edulcoranti è diffuso soprattutto nel caffè (76,5%), seguito dalle bevande calde (44,1%): in entrambi i casi l’uso è più femminile e crescente con l’età. I giovani amano sperimentarli anche nella preparazione di dolci (31% Gen Z, rispetto alla media del 21,8%), ma anche per dolcificare yogurt (29% Gen Z vs media 19,3%), cereali (22% tra i Millennials vs media 14,2%,) e frullati (15% tra gli uomini della Gen Z vs media 9,1%).
Il vademecum dell’esperto
Ed eccoci al vademecum del Dr. Piretta per combattere l’obesità
- Adozione di un’alimentazione equilibrata e ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre per sviluppare un microbiota intestinale più in linea con un soggetto magro.
- Attività fisica regolare: camminare, correre, andare in bicicletta o nuotare (almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa ogni settimana).
- Rispettare i tempi dei pasti (crononutrizione) e quindi i ritmi del nostro orologio biologico. Per esempio, saltare la prima colazione è un fattore di rischio.
- Mantenere il consumo di zuccheri semplici sotto il 15% delle calorie totali giornaliere.
- Non sottovalutare il sonno. Dormire tra le 7 e le 9 ore a notte è fondamentale: la mancanza di sonno può influire negativamente su regolazione dell’appetito e scelte alimentari.
- Monitoraggio del comportamento alimentare, del peso e dello stato emotivo, coadiuvato dalla consulenza professionale (es. nutrizionista, psicologo).






