L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica nell’inattività fisica il quarto più importante fattore di rischio di mortalità nel mondo e il maggiore fattore di rischio per le malattie non trasmissibili, quali le patologie cardiovascolari, i tumori e il diabete.

Ritorno a Milano declinato al futuro per la nuova mostra “Real Bodies, oltre il corpo umano”, l'Expo di anatomia più completa mai realizzata con oltre 50 corpi interi e 450 organi umani conservati con la tecnica della plastinazione.

Grande successo e partecipazione per il secondo trofeo nazionale Dragon Boat - LILT

Anche brevi sessioni giornaliere di yoga o tai chi possono aiutare a migliorare la memoria. Da un recente studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, emerge come anche una moderata attività fisica può migliorare la connettività fra le varie aree cerebrali coinvolte nei processi di formazione e conservazione dei ricordi.

Una moderata attività fisica, come pedalare su una cyclette, consente di ricaricare il cervello dopo una giornata di lavoro. Questo esercizio però deve essere condotto spegnendo le attività cognitive.

Ci muoviamo troppo poco. Un adulto su quattro, nel mondo, pari a 1,4 miliardi di persone , è inattivo. Un livello di inattività che rimane invariato dal 2001. A dirlo è uno studio realizzato da quattro esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che evidenziano come le donne siano le più pigre e i Paesi ricchi sono quelli con i livelli di inattività più alti.