Il premio Nobel per la medicina è stato assegnato al britannico Michael Houghton e agli americani Harvey Alter e Charles Rice, che hanno scoperto il virus Hcv, la causa dell'epatite C, e hanno permesso la messa a punto di test e medicine. Hcv è responsabile di una delle epidemie più vaste al mondo. Secondo l'Oms, colpisce 70 milioni di persone e ne uccide 400mila ogni anno. Si tratta di una malattia cronica che causa la cirrosi e può sfociare nel tumore. "Grazie ai loro studi - è la motivazione del premio - è stato possibile mettere a punto dei test del sangue e delle medicine che hanno salvato milioni di vite". Con gli esami sierologici oggi è praticamente eliminato il rischio di trasfusioni infette. "La scoperta - prosegue la motivazione - ha permesso lo sviluppo rapido di farmaci antivirali. Per la prima volta nella storia oggi la malattia può essere curata. Possiamo anche sperare di eradicarla dal mondo".

Il premio di quest'anno non ha legami diretti con la pandemia di coronavirus, ma è ci incoraggia all'ottimismo e ci ricorda quanto possa essere insidioso un virus capace di nascondersi nell'organismo senza dare sintomi evidenti nell'immediato. Mantenendo il suo ospite in salute per anni o decenni, il virus dell'epatite è uno dei più efficienti nel trasmettersi fra gli uomini. Anche il coronavirus, almeno per quanto riguarda la quota di persone asintomatiche, ha in fondo adottato una strategia simile.
Alter ha 85 anni. "Veder guarire così tante persone è emozionante" ha commentato dopo la notizia. E' nato e si è laureato a New York. Ha svolto la sua vita di ricercatore sempre negli Stati Uniti, ai National Institutes of Health (Nih) e per un breve periodo alla Georgetown University. Rice ha 68 anni. E' nato a Sacramento e dal 2001 insegna alla Rockefeller University di New York, dove fino al 2018 ha diretto il Centro di ricerca sull'epatite C. Il britannico Houghton si è laureato nel 1977 al King's College di  Londra e in seguito ha lavorato per le aziende Searle & Company e Chiron. Dal 2010 insegnato nell'Università di Alberta. I primi studi di Alter sul virus dell'epatite C risalgono agli anni '70, quando si notarono delle malattie simili alle epatiti A e B, trasmesse da trasfusioni del sangue, senza che fosse possibile capire quale fosse il microrganismo responsabile. Solo nel 1989 Houghton è riuscito per primo a completare la sequenza genetica del virus, mentre Rice ha risolto il difficile rompicapo del suo meccanismo di replicazione. Dopo aver sciolto questo nodo, una decina di anni fa si è affacciato il primo farmaco efficace, sofosbuvir.

Ai vincitori viene assegnata una medaglia d'oro e 940mila euro da dividersi fra i premiati. Ma quest'anno, causa pandemia, non si svolgerà la tradizionale, sontuosissima, cerimonia di consegna dei premi da parte del re di Svezia. E' solo rimandata all'anno prossimo: il comitato Nobel è sicuro che per allora la pandemia sarà finita. L'anno scorso il riconoscimento era andato a William Kaelin, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza, due americani e un britannico. Avevano scoperto il meccanismo con cui le cellule reagiscono alla carenza di ossigeno.

Fonte: https://laprovinciapavese.gelocal.it/salute/2020/10/05/news/il_nobel_per_la_medicina_a_alter_houghton_e_rice-269522421/

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