Il cervello di adulti e bambini “sulla stessa lunghezza d’onda” quando si è nell’atto di giocare. A suggerirlo è una ricerca della Princeton University e pubblicata sulla rivista Psychological Science, che si è basata sullo sviluppo di un nuovo sistema di neuroimaging, che ha permesso ai ricercatori di registrare il coordinamento neurale tra neonati e adulti mentre giocavano, cantavano canzoni e leggevano un libro.

Lo stesso adulto ha interagito con tutti i 42 neonati e bambini che hanno partecipato allo studio. Ai fini della ricerca ne sono rimasti solo 18 di età compresa tra 9 e 15 mesi.

L’esperimento si è svolto due parti
In una, lo sperimentatore adulto ha trascorso cinque minuti a interagire direttamente con un bambino – giocando, cantando filastrocche o leggendo in libro – mentre il bambino si sedeva sulle ginocchia dei genitori. Nell’altra si è girato di lato e ha raccontato  una storia a un altro adulto mentre il bimbo giocava tranquillamente con il proprio genitore.

Quando hanno esaminato i dati, i ricercatori hanno scoperto che durante le sessioni faccia a faccia, il cervello dei bambini era sincronizzato con quello dell’adulto di riferimento in diverse aree note per essere coinvolte nella comprensione di alto livello del mondo, e questo forse aiutava i bambini decodificare il significato complessivo di una storia o analizzare i motivi della lettura.

Quando l’adulto e il bambino sono stati allontanati gli uni dagli altri interagendo con altre persone, l’accoppiamento tra loro è scomparso. I dati hanno riservato anche delle sorprese: ad esempio, la sintonia più forte si è verificata nella corteccia prefrontale, che è coinvolta nell’apprendimento, nella pianificazione e nel funzionamento esecutivo e in precedenza si pensava che fosse abbastanza sottosviluppata durante l’infanzia.

Fonte: Popsci.it 

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