Il premio Nobel per la Medicina è stato assegnato all’americano James P. Allison e al giapponese Tasuku Honjo. Le loro scoperte hanno posto le basi per le terapie anticancro che cercano di sfruttare l'aggressività del sistema immunitario contro le cellule malate. Allison è affiliato all'università del Texas, Honjo all'università di Kyoto. La loro scoperta riguarda due proteine (ciascuno dei due ne ha scoperta una), capace di "accendere l'interruttore" del sistema immunitario e di renderle attive nel combattere i tumori.

I due studiosi, si legge nella motivazione ufficiale, "hanno capito che si può stimolare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali, un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta ad un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone e che costituisce una delle più gravi minacce alla salute dell'umanità". Con questa strategia, prosegue Stoccolma "i vincitori del Nobel di quest'anno hanno scoperto un principio completamente innovativo". L'immunoterapia è già usata nella lotta contro alcuni tumori, sia solidi che del sangue, da diversi anni, accanto alle altre terapie tradizionali, con risultati promettenti. Per Giorgio Minotti, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Biomedico di Roma, “questa scoperta riguarda la salute di moltissimi pazienti e ha un valore eccezionale. Il premio rappresenta un’investitura accelerata per il futuro di questa strategia. Visti i suoi costi, bisogna ora affrontare anche il problema della sostenibilità”. Oltre al prezzo, alcune ombre riguardano la mancata risposta da parte di alcuni pazienti. "Questo avviene senza che capiamo bene il perché. Abbiamo ancora molto da studiare su questo meccanismo" ha spiegato Minotti.

Redazione Respiro.News

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