Nel 2018 nei 53 paesi della regione europea dell'OMS, che comprende oltre all'Europa tutti i paesi dell'Est compresa la Russia, sono stati registrati oltre 82 mila casi di morbillo con 72 vittime tra bambini e adulti. Secondo i rapporti dei vari Paesi, da gennaio a dicembre 2018 "82.596 persone in 47 dei 53 stati monitorati hanno contratto il morbillo. E quasi i due terzi (il 61%) dei casi di morbillo ha richiesto un ricovero ospedaliero. Tanto che il numero totale di persone infettate dal virus nel 2018 è stato il più alto di questo decennio: tre volte il totale riportato nel 2017 e 15 volte il record del 2016".

A dirlo è un comunicato stampa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che parla di incidenza nel 2018 tre volte più alta rispetto a quella del 2017 e 15 volte quella del 2016, l'anno del record negativo. Secondo la nota dell'OMS il 61% dei pazienti è stato ricoverato.

L'aumento dei casi, sottolineano gli esperti dell'Oms, è avvenuto nonostante nel 2017 si sia raggiunta la più alta copertura vaccinale mai registrata per la seconda dose, circa il 90%.

Secondo Zsuzsanna Jakab, direttrice dell'Oms Europa "il quadro per il 2018 chiarisce che l'attuale ritmo dei progressi nell'innalzare i tassi di immunizzazione sarà insufficiente a fermare la circolazione del morbillo. Mentre i dati indicano una copertura vaccinale eccezionalmente elevata a livello regionale, riflettono anche un numero record colpito e ucciso dalla malattia. Ciò significa che le lacune a livello locale offrono ancora una porta aperta al virus". I casi si sono verificati in 47 stati su 53.
"Dai dati appare chiaramente che il ritmo attuale di crescita delle vaccinazioni sarà insufficiente a fermare la circolazione del morbillo" commenta Zsuzsanna Jakab,

Per quanto riguarda l'Italia, nel 2018 ci sono stati più di 2500 casi di morbillo. "I casi registrati in Italia nello scorso biennio erano in buona parte tra chi aveva in media tra i 25 e i 30 anni, e dunque suscettibili: o perché non erano mai state contagiati dal virus quando erano piccoli o perché non si erano vaccinate" commenta Giovanni Rezza Direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Iss, Istituto superiore di sanità.

Redazione RESPIRO.NEWS

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