Sfidare e combattere insieme il mieloma multiplo, una forma aggressiva di tumore del sangue che oggi, grazie alla ricerca, sta perdendo terreno: la sopravvivenza dei pazienti è aumentata, la qualità di vita migliorata.
E’ questa la mission della campagna di sensibilizzazione ‘Mieloma Ti sfido’ presentata nei giorni scorsi a Roma. Non bisogna però abbassare la guardia: la sfida continua e adesso ci sono armi in più per combatterla, come la terapia di mantenimento dopo il trapianto di cellule staminali, che aiutano i pazienti a guadagnare tempo di vita libero dalla malattia, allontanando le ricadute.

Fa leva sulla metafora della scherma l’invito rivolto a tutti della campagna di sensibilizzazione promossa da Ail, Associazione italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma Onlus, insieme a La Lampada di Aladino con il contributo non condizionante di Celgene e il coinvolgimento di due ‘paladini’ d’eccezione: Aldo Montano, medaglia d’oro nella sciabola ai Giochi Olimpici di Atene 2004, ed Elisa Di Francisca, due ori nel fioretto alle Olimpiadi di Londra 2012. Sono loro i due testimonial della campagna, protagonisti di un video per il web che, insieme all’installazione itinerante ‘I Duellanti’, allestita dal 13 fino al 15 novembre a Roma, in Piazza di Spagna, ha portato ai cittadini il messaggio chiave: unirsi alla sfida contro il mieloma multiplo, aiutare i pazienti a non cadere, perché i progressi delle terapie possono incoraggiarli nel loro percorso di cura.

Il Mieloma Multiplo è il secondo tumore del sangue per diffusione dopo i linfomi non-Hodgkin. Colpisce soprattutto le persone anziane, con una età media di 70 anni, ed è associato alla moltiplicazione incontrollata delle plasmacellule nel midollo osseo, che causa sintomi quali dolore osseo, anemia, spossatezza. Questo tumore è caratterizzato dall’alternanza tra periodi di remissione, ottenuti grazie all’efficacia delle attuali terapie, e comparsa di recidive che hanno un impatto pesante sia sul piano fisico che su quello psicologico. “In Italia si registrano ogni anno dalle 5.000 alle 7.000 nuove diagnosi, stime approssimative suggeriscono che almeno 15.000-20.000 italiani convivono con questo tumore”, ha sottolineato Mario Boccadoro, direttore della divisione universitaria di Ematologia, Città della salute e della scienza di Torino. “Negli ultimi 15 anni- ha aggiunto Boccadoro- la sopravvivenza dei pazienti con Mieloma Multiplo è passata da 2,5 a 10 anni, un aumento incredibile che si accompagna al miglioramento della qualità della vita, soprattutto grazie all’impiego di nuovi farmaci che vanno a colpire in modo estremamente preciso la plasmacellula malata e la uccidono senza danneggiare le cellule sane”.

“Il Mieloma Multiplo è un tumore del sangue molto aggressivo, che ha un impatto importante sulla qualità di vita dei pazienti. È una patologia ancora poco conosciuta, spesso diagnosticata non tempestivamente per il carattere aspecifico dei suoi sintomi”. Lo ha dichiarato Sergio Amadori, Presidente Ail, in occasione della conferenza stampa di presentazione della campagna ‘Mieloma io ti sfido’. 

“Aumentare in generale la conoscenza di questo tumore  ematologico per migliorare la consapevolezza e la qualità di vita dei pazienti è fondamentale. È altrettanto importante- ha continuato- dare ai pazienti un messaggio di speranza ed essere al loro fianco per incoraggiarli a continuare a combattere senza mai abbassare la guardia”.

“Per i pazienti trapiantati oggi possiamo avvalerci della terapia di mantenimento basata su farmaci immunomodulanti che mantengono la risposta ottenuta per un tempo maggiore che in passato”, lo ha detto Maria Teresa Petrucci, Dirigente medico di I livello di Ematologia del Policlinico Umberto I di Roma in occasione della conferenza stampa di presentazione della campagna ‘Mieloma io ti sfido’.

“Si tratta di un cambiamento rilevante- ha aggiunto- se pensiamo che, in precedenza, dopo il trapianto dovevamo limitarci a tenere il paziente in osservazione sapendo che la recidiva poteva verificarsi nell’arco di due anni. Per i pazienti non eleggibili al trapianto abbiamo vari schemi terapeutici e la strada è quella di terapie continuative, basate su immunomodulanti orali oppure inibitori del proteasoma in associazione con un chemioterapico. Se interveniamo nelle prime fasi di malattia con le migliori opzioni, possiamo prolungare il più possibile la durata della prima remissione e assicurare risposte migliori in caso di ricadute”.

Fonte: Agenzia DIRE www.dire.it 

Usando questo sito si accetta l'utilizzo dei cookie per analisi statistiche e contenuti personalizzati. Privacy policy