ROMA – Partire dall’analisi della fertilità dei ragazzi tra i 18 e i 22 anni residenti in aree a forte impatto ambientale per capire come controbilanciarne gli effetti sulla salute attraverso l’adozione di corretti stili di vita e una sana alimentazione. È ‘FAST-Fertilità, Ambiente e Stili di vita’, il progetto coordinato dalla Asl di Salerno e promosso dal ministero della Salute su 450 ragazzi di tre aree ad elevato impatto ambientale- 150 nella Terra dei fuochi (area nord di Napoli) 150 nel Sin Brescia-Caffaro e 150 nel Sin Valle del Sacco (Roma/Frosinone)- presentato stamattina dal referente scientifico, dottor Luigi Montano, a circa 400 studenti e studentesse delle classi quinte di tre istituti superiori di Colleferro, in provincia di Roma: liceo scientifico ‘G. Marconi’, istituto tecnico ‘S. Cannizzaro’ e istituto professionale ‘Parodi Delfino’. L’incontro si è tenuto nell’aula magna del tecnico ‘Cannizzaro’ alla presenza dei dirigenti scolastici dei tre istituti, del sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, e della professoressa dell’università La Sapienza di Roma Margherita Eufemi.

Lo sperma diventa un importante indicatore per valutare quanto l’ambiente agisce sulla salute delle persone

Nato da una costola di ‘EcoFoodFertility’, un progetto più ampio che dalla Terra dei fuochi si è esteso in altre zone d’Italia (tra cui Taranto e Sassuolo) e d’Europa (Spagna e Grecia), FAST ne condivide il presupposto: considerare il liquido seminale come sentinella della salute ambientale e della salute generale. Diversi studi hanno, infatti, provato che ad una maggiore mortalità e incidenza di patologie metabolico-degenerative è legata una cattiva qualità dello sperma, che diventa un importante indicatore per valutare quanto l’ambiente agisce sulla salute delle persone che vivono in zone dove maggiore è la pressione dei contaminanti.

“Il progetto EcoFoodFertility ha già dei dati solidi in Campania e si riferisce a ragazzi tra i 18 i 40 anni residenti in diverse aree di campionamento- spiega all’agenzia di stampa Dire il dottor Montano, responsabile dell’ambulatorio pubblico di Andrologia della Asl di Salerno e coordinatore dei progetti FAST ed EcoFoodFertility- FAST va invece a studiare campioni di un’età più sensibile, in cui è meglio agire. I due progetti mirano non solo a valutare il danno eventuale da inquinamento, ma vogliono dare una risposta su come controbilanciare gli effetti del vivere in cattivi contesti ambientali con modifiche dello stile di vita e alimentari. È quello che abbiamo chiamato ‘Bonifica dell’uomo inquinato’- chiarisce- un tipo di intervento che per come è stato ideato ci risulta essere il primo esempio al mondo di una ricerca calata sul territorio per dare risposte pratiche che rappresentano anche indirizzi per nuovi modelli di valutazione dell’impatto ambientale sulla salute e di prevenzione a partire dalla fertilità, indicatore principale della salute”.

Fonte: Agenzia stampa DIRE  www.dire.it

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